Blogging Fusion Blog Directory the #1 blog directory and oldest directory online.

Curioso Errante

Home Curioso Errante

Curioso Errante

Rated: 2.40 / 5 | 1,666 listing views Curioso Errante Blogging Fusion Blog Directory

Italy

 

General Audience

  • Curioso Errante
  • January 31, 2018 06:47:06 PM
SHARE THIS PAGE ON:

A Little About Us

Travelling in Italy and all around the world by photography. A travel across the Italy discovering art, paintings and wonderful places.

Listing Details

Listing Statistics

Add ReviewMe Button

Review Curioso Errante at Blogging Fusion Blog Directory

Add SEO Score Button

My Blogging Fusion Score

Google Adsense™ Share Program

Alexa Web Ranking: N/A

Alexa Ranking - Curioso Errante

Example Ad for Curioso Errante

This what your Curioso Errante Blog Ad will look like to visitors! Of course you will want to use keywords and ad targeting to get the most out of your ad campaign! So purchase an ad space today before there all gone!

https://www.bloggingfusion.com

.

notice: Total Ad Spaces Available: (2) ad spaces remaining of (2)

Advertise Here?

  • Blog specific ad placement
  • Customize the title link
  • Place a detailed description
  • It appears here within the content
  • Approved within 24 hours!
  • 100% Satisfaction
  • Or 3 months absolutely free;
  • No questions asked!

Subscribe to Curioso Errante

René Magritte, il surrealismo con pipa e bombetta

Tra i pittori belgi del Novecento spicca René Magritte che con le sue opere surreali è entrato nell'immaginario collettivo, specie per la serie di pitture in cui vengono raffigurati uomini in bombetta e pipe con una scritta sottostante. Elementi semplici, a volte ripetitivi, ma che ci permettono di varcare le porte del surreale, aprendoci gli occhi per meglio comprendere la realtà che ci...

Tra i pittori belgi del Novecento spicca René Magritte che con le sue opere surreali è entrato nell’immaginario collettivo, specie per la serie di pitture in cui vengono raffigurati uomini in bombetta e pipe con una scritta sottostante. Elementi semplici, a volte ripetitivi, ma che ci permettono di varcare le porte del surreale, aprendoci gli occhi per meglio comprendere la realtà che ci circonda.

René Magritte - Golconda 1953
René Magritte – Golconda 1953

Nato a Lessines, in Belgio, nel 1898, René Magritte fu colpito profondamente in giovane età dal suicidio della madre, che buttandosi in un fiume fu ritrovata poi annegata con la camicia da notte avvolta intorno alla testa. Immagine che ritroveremo in alcune delle sue opere come Gli amanti (1928).

René Magritte - Gli amanti 1928
René Magritte – Gli amanti (1928)

Dopo aver completato gli studi classici, Magritte si iscrisse nel 1916 all’Accademia delle Belle Arti di Bruxelles, per poi cominciare a lavorare come grafico per un’azienda di carte da parati. Negli anni di sviluppo artistico, passò da esperienze di stili cubista e futurista, assimilandone molte caratteristiche, che poi portarono con una lenta evoluzione a sviluppare quel suo particolare stile surrealista.

Giorgio de Chirico - Canto d'Amore (1914)
Giorgio de Chirico – Canto d’Amore (1914)

Il passaggio allo stile surrealista, a detta dello stesso artista, quando ammirò per la prima volta l’opera di De Chirico, Canto d’Amore. Magritte rimase talmente colpito da quest’opera che la prese come modello base per tutte le sue tutte opere future. Riconosciamo in essa infatti moltissimi elementi dello stile personale di Magritte.

René Magritte - La memoria (1948)
René Magritte – La memoria (1948)

René Magritte, una volta ben focalizzato lo stile da seguire e sviluppare, entrò a far parte del circolo di artisti surrealisti di Bruxelles. Nel 1926 conobbe il poeta francese André Breton, leader del movimento surrealista e ne rimase molto colpito. E’ negli anni tra il 1927 ed il 1930 che l’artista si fece conoscere grazie a moltissime esposizioni delle sue opere tra Bruxelles e Parigi.

René Magritte - Il falso specchio (1928)

Nel 1940 con il timore dell’invasione tedesca si trasferisce nel sud della Francia, a Carcassone, dove rimarrà fino al 1947. In questo periodo esperimenta nuove evoluzioni al suo stile.

René Magritte - L'echo (1944)
René Magritte – L’echo (1944)

Nel 1967 muore a Bruxelles per un cancro al pancreas dopo aver lasciato al mondo moltissime opere, ed averci affascinato con i suoi uomini in bombetta, le pipe e altri simboli di un surrealismo, definito giustamente dai critici, onirico.

René Magritte - Il donatore felice (1966)
René Magritte – Il donatore felice (1966)

E’ infatti attraverso le sue simbologie assurde, che ci attira l’attenzione, ma che fa aprire uno sguardo lucido sulla realtà che ci circonda. Gli elementi sono sempre reali, ripetitivi, con giochi spaziali, dove le ombre e i chiari oscuri non giocano un ruolo importante. A strutturare i quadri sono gli schemi, le combinazioni tra spazio e colore.

René Magritte - Collective Invenction (1934)
René Magritte – Collective Invenction (1934)

Infatti, spesso con pochi elementi, le sue opere riescono ad esprimere sensazioni concrete. I giusti accostamenti, le metamorfosi a cui sono soggetti alcuni di questi soggetti rappresentati, base del surrealismo, riescono a suscitare in chi le guarda, idee e sensazioni concrete.

René Magritte - L'impero delle luci (1953-1954)
René Magritte – L’impero delle luci (1953-1954)

Soggetti preferiti di René Magritte sono anche gli sfondi, come i cieli diurni arricchiti da morbide nuvole, i paesaggi notturni cittadini con le loro illuminazioni tenui e rassicuranti. Sono tutti elementi che René Magritte riprende in molte delle sue opere, e che contraddistinguono quel suo stile unico ed inconfondibile.

René Magritte - La Trahison des images (1928-29)
René Magritte – La Trahison des images (1928-29)

Altro aspetto di alcune opere di Magritte è una sottile ironia, che affascina chi le osserva, e gli apre le porte alla comprensione di come la realtà sia a volte surreale. Questo lo ritroviamo per esempio nell’opera La Trahison des images, dove un testo mostra a chi lo guarda che un’immagine, nonostante rappresenti una pipa, rimane tale ed è ben distante da quello che è una pipa vera e propria. Le porte del surrealismo in un’opera con elementi semplici rappresentati come una singola pipa.

Museo Virtuale – Le opere di René Magritte


Amedeo Modigliani e le influenze dell’arte primitiva nella sua pittura

Uno dei pittori italiani più famosi agli inizi del Novecento è il livornese Amedeo Modigliani, grazie al suo stile unico ed inconfondibile. I suoi soggetti preferiti sono i ritratti, che l'artista amava rappresentare con forme allungate e sottili, il volto lievemente inclinato e gli occhi a mandorla, spesso vitrei e senza pupilla. Frequente visitatore del Louvre, le forme scultoree tribali africane e le raffigurazioni egizie influenzarono molto Modigliani, tanto da caratterizzare il suo stile...

Uno dei pittori italiani più famosi agli inizi del Novecento è il livornese Amedeo Modigliani, grazie al suo stile unico ed inconfondibile. I suoi soggetti preferiti sono i ritratti, che l’artista amava rappresentare con forme allungate e sottili, il volto lievemente inclinato e gli occhi a mandorla, spesso vitrei e senza pupilla. Frequente visitatore del Louvre, le forme scultoree tribali africane e le raffigurazioni egizie influenzarono molto Modigliani, tanto da caratterizzare il suo stile come primitivismo.

Amedeo Modigliani - Zingara con bambino (1919)
Zingara con bambino (1919)

Vita di Modigliani

Amedeo Modigliani nacque a Livorno nel 1884 da una famiglia di origini ebraiche. Di salute cagionevole fin da giovane età, fu poi colto dalla tubercolosi che lo accompagnò per il resto della sua vita. Già da giovanissimo si dedicò totalmente all’attività artistica, iscrivendosi a 15 anni all’Accademia d’Arte di Livorno.

Amedeo Modigliani - Ritratto di Maude Abrantes (1907)
Ritratto di Maude Abrantes (1907)

Nel 1902 Amedeo Modigliani frequentò la Scuola Libera di Nudo di Firenze, che influenzò molto il suo particolare gusto nei soggetti da rappresentare, spesso volti e copri femminili in atteggiamenti sensuali. Ma la figura di Modigliani non rimase assolutamente legata al luogo natale né agli altri artisti toscani dell’epoca. Personaggio irrequieto, non solo artisticamente, viaggiò spesso per l’Italia, anche per motivi di salute, e nel 1903 si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Venezia.

Amedeo Modigliani - Grande nudo disteso (1917)
Grande Nudo disteso (1917)

Ma è solo nel secondo periodo della sua vita, che Amedeo Modigliani formò il suo particolare stile artistico con cui oggi lo conosciamo tutti. Infatti nel 1906 si trasferì a Parigi, capitale artistica della pittura a quei tempi. Già un anno dopo entrò a far parte della Societé des Artistes Indépendants e cominciò ad esporre pubblicamente le sue opere. Fu qui che conobbe artisti del livello di Pablo Picasso, Maurice Utrillo e Max Jacob, ed inoltre la pittrice Jeanne Hébuterne che divenne la sua compagna di vita ed il soggetto più amato per i suoi ritratti.

Amedeo Modigliani - Ritratto di Jeanne Hébuterne (1918)
Ritratto di Jeanne Hébuterne di profilo (1918)

Per quanto geniale, Modigliani fu un personaggio ribelle e spesso, poco soggetto a scendere a compromessi. Non si piegava all’imposizione nella scelta dei soggetti da parte di committenti e altri clienti e questo lo porto spesso a fare una vita in completa povertà ed abbandono. Inoltre le sue condizioni di salute precarie lo portarono spesso ad impedimenti fisici, come i suoi studi scultorei, che richiedevano un’attività fisica.

Amedeo Modigliani - Testa di donna (1911)
Testa di donna (1911)

Inoltre l’artista era solito bere assenzio e fare uso di altre sostanze nocive che lo portarono presto alla morte nel 1920 alla giovane età di 35 anni. Triste è anche il destino della sua compagna Jeanne, che incinta del suo secondo figlio, si suicidò per il dolore due giorni dopo la morte di Modigliani.

Amedeo Modigliani - Jeanne Hébuterne con cappello (1918)
Jeanne Hébuterne con cappello (1918)

Lo stile primitivista di Modigliani

Lo stile di Amedeo Modigliani, tanto amato da tutti, è il frutto di una lenta evoluzione, che dalle pitture classiche post impressioniste francesi si è lentamente allontanato assorbendo molte caratteristiche dell’arte primitiva o di civiltà antiche come quella egizia. Nei suoi ritratti ritroviamo elementi delle raffigurazioni egizie, basti pensare al Ritratto di Lunia Czechowska (1919) dove il soggetto rappresentato con le sue forme e i suoi colori ricordano non poco la scultura di Nefertiti.

Amedeo Modigliani - Ritratto di Lunia Czechowska (1919) e Nefertiti

Anche i volti allungati, il naso sottile e le sopracciglia arcuate, gli occhi a mandorla, li ritroviamo nell’arte tribale africana in molte sculture e maschere.

Amedeo Modigliani e il primitivismo, influenza dell'arte tribale africana

La genialità di questo grande pittore è stato quello di prendere queste influenze, probabilmente dalle sue molte visite al Museo di Louvre, e fonderle nella pittura all’avanguardia post impressionista, creando uno stile unico ed inconfondibile.

Museo Virtuale – Le opere di Amedeo Modigliani


Claude Monet e la definizione dell’impressionismo

Se Renoir è il padre dell'impressionismo, Claude Monet ne è il maestro indiscusso. Infatti Monet, nel corso di tutta la sua vita, ha modellato e dato corpo a questo stile innovativo. Le sue opere ed il suo stile furono prese come esempio da moltissimi artisti che, affascinati, cominciarono ad identificarsi in questo nuovo...

Se Renoir è il padre dell’impressionismo, Claude Monet ne è il maestro indiscusso. Infatti Monet, nel corso di tutta la sua vita, ha modellato e dato corpo a questo stile innovativo. Le sue opere ed il suo stile furono prese come esempio da moltissimi artisti che, affascinati, cominciarono ad identificarsi in questo nuovo movimento.

Claude Monet - La passeggiata 1875
La passeggiata (1875) – Claude Monet

Claude Monet viene spesso identificato con l’impressionismo, e a ragione, dato che l’artista rimase fedele a questo stile per tutta la sua vita. Il suo nome è così legato a questo stile tanto che il termine “impressionismo” deriva proprio da una delle sue opere Impressione: levar del sole.

Claude Monet - Impressione levar del sole 1872
Impressione levar del sole (1872) – Claude Monet

Monet sviluppò questa tecnica grazie alle sue pratiche di pittura en plen air. I soggetti, le luci ed i loro colori dovevano essere catturati in breve tempo sulla tela. Non vi era tempo per focalizzarsi troppo sul soggetto, ma ci si doveva contrare sugli effetti di luce e sui colori.

Claude Monet - La terrazza a Sainte-Adresse 1867
La terrazza a Sainte-Adresse (1867) – Claude Monet

Tale stile divenne un tutt’uno con l’artista, e l’artista ne sviluppò ogni singola sfaccettatura nelle sue molteplici opere. L’evoluzione della sua tecnica non s’allontanò mai dallo stile impressionista, ma si differenziò nella tecnica di rappresentazione degli stessi soggetti.

Claude Monet - La stazione Saint-Lazare 1877
La stazione Saint-Lazare (1877) – Claude Monet

Le sue prime tele raffiguravano soggetti urbani come vie cittadine, paesaggi industriali e luoghi di svago come giardini e spiagge. Le ultime opere furono invece caratterizzate da paesaggi naturali, privi di figure umane e dei loro manufatti. E’ come se in questi soggetti, lontani dall’essere umano, Monet volesse trovare l’essenza più pura dello stile impressionista.

Claude Monet -Covone al crepuscolo 1890-1891
Covone al crepuscolo 1890-1891 – Claude Monet

Tale è il numero di opere che Monet ci ha lasciato e la varietà dei soggetti rappresentati, che con Monet è stato possibile definire l’interpretazione impressionista su molte tematiche. L’artista passò gran parte della sua vita a studiare diversi soggetti, esplorando le diverse possibili rappresentazioni. Le luci variano infatti durante le ore del giorno ed i colori duranti i diversi mesi dell’anno. Monet, con questa enorme eredità artistica, ci ha lasciato l’opportunità di vedere con l’occhio dell’impressionista lo stesso soggetto mutare nel tempo. Classici esempi sono i covoni di fieno e le ninfee, soggetti particolarmente amati dall’artista.

Claude Monet -Gigli e ponte giapponese 1899
Gigli e ponte giapponese 1899 – Claude Monet

Per quanto riguarda i soggetti umani, spesso Monet li percepisce nelle sue opere come un tutt’uno con gli altri elementi rappresentati. Le figure umane rientrano nel gioco di luci ed ombre e non vengono mai esaltate rispetto agli altri soggetti. Spesso i tessuti degli abiti sono più importanti dei volti, e si miscelano perfettamente con gli altri soggetti presenti nel quadro come foglie, fiori, ecc, non facendo mai passare i soggetti umani in primo piano. Ne abbiamo un esempio eclatante nell’opera Donne in giardino o La passeggiata.

Claude Monet - Donne in giardino 1866-1867
Donne in giardino 1866-1867 – Claude Monet


Paul Gaugin e la fuga dall’impressionismo verso i colori esotici della Polinesia

Del post impressionismo, Paul Gaugin (insieme al compagno Van Gogh), è uno dei principali esponenti di questo stile, caratterizzato principalmente da forme semplici, piatte, con colori brillanti e dai contorni marcati.

Del post impressionismo, Paul Gaugin (insieme al compagno Van Gogh), è uno dei principali esponenti di questo stile, caratterizzato principalmente da forme semplici, piatte, con colori brillanti e dai contorni marcati.

Paul Gauguin - La nascita di Cristo, figlio di Dio 1896
La nascita di Cristo, figlio di Dio (1896) – Paul Gauguin

Gli stili di Gaugin

Paul Gaugin fu un pittore molto prolifico. Nella sua lunga carriera realizzò moltissime opere pittoriche spaziando tra molti stili diversi, in continua evoluzione e alla ricerca di se stesso, tra cui anche l’impressionismo. Comunque, lo stile con cui lo conosciamo tutti è principalmente il primitivismo.

Paul Gauguin - Via Jouvenet a Rouen 1884
Via Jouvenet a Rouen (1884) – Paul Gauguin

E’ in questo particolare stile che Gaugin trova veramente se stesso. Uno stile personale, unico, che ebbe inizio dal suo soggiorno a Tahiti, in Polinesia per poi svilupparsi negli anni seguenti nelle Isole Marchese. Durante questo periodo, produsse una gran quantità di opere il cui soggetto principale era lo stile di vita dei nativi dell’isola, rappresentati sempre con un’atmosfera gioiosa, esotica, quasi sensuale.

Paul Gauguin - Aha oe feii 1892
Aha oe feii? (1892) – Paul Gauguin

Gaugin, come è facile comprendere dai suoi dipinti, fu un artista con una personalità abbastanza complessa, che si rispecchia molto nelle sue opere apparentemente semplici, ma ricche di iconografie simboliche. Spesso nelle sue opere, ritroviamo molti personaggi rappresentati, tra cui ritroviamo a volte anche degli autoritratti. I loro atteggiamenti, gli oggetti presenti, tutto per Gaugin è un simbolo. Tanto che spesso molte opere risultano di difficile interpretazione, anche per gli esperti.

Paul Gaugin: l’artista

Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848 e dopo aver trascorso la sua infanzia in Perù, ritorna nella capitale francese. Dopo una serie di studi non molto incoraggianti, Gauguin ebbe più fortuna nella carriera lavorativa, trovando un’occupazione come agente di cambio, tanto da permettergli una vita da borghese.

Paul Gauguin - The Market Gardens of Vaugirard 1879
The Market Gardens of Vaugirard (1879) – Paul Gauguin

L’entrata nel mondo artistico la fa più tardi, spinto da una particolare passione: collezionare i dipinti degli impressionisti, movimento che ancora non aveva preso piede nel mondo dell’arte. Fu proprio questo suo interesse che lo avvicinò a questo mondo, tanto da cominciare a studiare pittura come autodidatta. Pochi anni dopo, nel 1874, Gauguin riuscì a farsi introdurre nel gruppo di pittori impressionisti proprio da Pissarro, di cui aveva acquistato molte opere.

Paul Gauguin - Paesaggio vicino Arles 1888
Paesaggio vicino Arles (1888) – Paul Gauguin

I primi successi si ebbero quasi dieci anni dopo, quando cominciò ad esporre le proprie opere accanto a quelle di molti altri illustri impressionisti dell’epoca (1880-1882). Convinto delle sue qualità come artista, lasciò il lavoro di agente di cambio e si dedicò totalmente alla carriera di pittore.

Paul Gauguin - L’Allée des Alyscamps, Arles 1888
L’Allée des Alyscamps, Arles (1888) – Paul Gauguin

Anni più tardi, spinto dall’opportunità di farsi vendere i quadri dal fratello di Van Gogh, ebbe modo di conoscerlo, trascorrendo molto del tempo insieme a lui. Di questo periodo si hanno molte versioni, una relazione di amicizia, di contrasto, o di interesse, ma molto probabilmente una relazione complessa come lo era Gauguin.

Paul Gauguin - Il Cristo giallo 1890
Il Cristo giallo (1890) – Paul Gauguin

Fu in questo periodo che Gauguin cominciò a sentire lo stimolo allo sviluppare un nuovo stile. Il sogno di Van Gogh di una fuga dal mondo per dedicarsi alla creazione e alla comunione artistica tra i pittori fu vissuta da Gauguin in maniera diversa. Gauguin cominciò ad inserire nelle sue opere temi e simboli religiosi. Comunque anche la soluzione di Van Gogh fu vista troppo “stretta” per l’artista. Vivere una vita quasi monastica, in luoghi di campagna, non faceva per Paul Gauguin.

Paul Gauguin - La Orana Maria 1891
La Orana Maria (1891) – Paul Gauguin

Fu in quegli anni che Gaugin maturò l’idea di trovare “la fuga da Parigi” non nelle campagne della Provenza, dove la gente viveva con una mente ristretta, bensì in luoghi esotici, tropicali, dove la gente svolgeva una vita più naturale e libera dalle costrizioni sociali. Certamente in questi luoghi, Gaugin avrebbe trovato nuove fonti di ispirazione, dove creare un suo nuovo stile.

Paul Gauguin - Vairumati 1892
Vairumati (1892) – Paul Gauguin

Invitò spesso, ed invano, Van Gogh a lasciare la sua vita di campagna e a seguirlo nelle sue idee. Poi nel 1891, Gaugin visitò Tahiti in Polinesia e successivamente le Isole Marchesi, sempre in Polinesia. Come Gauguin aveva previsto, trovò in questi luoghi il suo nuovo essere: un nuovo modo di esprimere i soggetti con maggiore naturalezza ed espressività, dove i suoi colori ed i simboli avrebbero trovato una maggiore corrispondenza. Gauguin trascorse quindi gli ultimi dieci anni della sua vita nelle isole della Polinesia, fino al giorno della sua morte, nel 1903.


Il Castello Visconteo di Pavia

Ai margini del centro storico di Pavia, sorge il Castello Visconteo, un capolavoro architettonico testimonianza del potere e del prestigio delle antiche Signorie italiane. Questo castello, più residenza prestigiosa che una vera e propria fortezza, è una splendida eredità che va ad arricchire il già vasto patrimonio architettonico della città di...

Ai margini del centro storico di Pavia, sorge il Castello Visconteo, un capolavoro architettonico testimonianza del potere e del prestigio delle antiche Signorie italiane. Questo castello, più residenza prestigiosa che una vera e propria fortezza, è una splendida eredità che va ad arricchire il già vasto patrimonio architettonico della città di Pavia.

Il Castello Visconteo di Pavia

Il Castello Visconteo fu realizzato nel 1360 per volere di Gaelazzo II Visconti, signore di un vasto territorio che copriva molte città nella zona oggi delimitata dal confine tra Lombardia e Piemonte. La sua costruzione fu però intesa più come una sede di prestigio che una vera e propria fortezza. Non si hanno infatti elementi architettonici tipici delle fortezza, bensì quelle di una splendida residenza. Basti pensare alle numerose bifore esterne che non facilitano certo gli scopi difensivi.

Il Castello Visconteo di Pavia - torre
Una delle torri quadrate

Galeazzo II conquistò Pavia nel 1359 e solo un anno dopo decise di costruire qui questa grande residenza. Infatti sino ad allora suddivideva il potere con i fratelli nella città di Milano, e dopo la conquista di Pavia, desiderava creare qui una sua propria corte. Questa nuova residenza avrebbe comportato un aumento di prestigio, dato che Pavia all’epoca era considerata una città importante quasi come Milano, dato che era l’antica capitale del Regno Longobardo e poi del Regno Italico.

Il Castello Visconteo di Pavia - facciata
Accesso principale al castello Visconteo

Fu scelto quindi un luogo adatto dove costruire il castello: una locazione che rimanesse vicina al centro storico, ma allo stesso tempo permettesse di poter realizzare un grandissimo parco adibito alla caccia, una delle più grandi passioni del sovrano. Dopo aver fatto demolire gli edifici e le chiese che vi si trovavano, Galeazzo II cominciò immediatamente i lavori di costruzione. Il suo progetto di costruzione si deve in gran parte a Bernardo da Venezia, all’epoca già famoso architetto di Pavia per aver realizzato la Chiesa del Carmine.

Il Castello Visconteo di Pavia - lato
Il Castello Visconteo

I lavori per la realizzazione del Castello Visconteo proseguirono rapidamente, grazie in parte ad un gran numero di maestranze portate qui da molte città sotto il dominio della famiglia Visconti. In 5 anni si terminarono i lavori, e si procedette alla realizzazione degli interni.
Le sale interne furono quindi arricchite da numerosi affreschi e sontuosi mobili, tra cui una vastissima biblioteca che successivamente divenne la biblioteca personale dei Duchi di Milano. Purtroppo di questa vastissima collezione di libri non è rimasto più nulla, dopo che furono trasportati in Francia nel Cinquecento da re Luigi XII per arricchire la Biblioteca Nazionale di Francia.

Il Castello Visconteo di Pavia - entrata
Uno degli accessi torrificati su cui si abbassava il ponte levatoio

Il castello si estende su una base quadrata di 142 metri per lato delimitati agli angoli da 4 torri anch’esse quadrate. Di questi quattro lati, però quello settentrionale oggi non è più presente. Fu distrutto dalle artiglierie francesi nel 1527. Ai margini del castello vi era tutto intorno un fossato profondo allagato, di cui oggi si conservano solo alcune parti. Per accedere all’interno del castello vi erano particolari accessi torrificati dotati di ponte levatoio.
Le facciate sono realizzate con mattoncini rossi a vista, arricchiti da numerose bifore. All’interno invece vi è un grande cortile su cui si affaccia un piano terra realizzato a portico e al primo piano un loggiato delimitato da grandi quadrifore.


Passignano sul Trasimeno

Tra gli antichi borghi che si affacciano sul lago Trasimeno vi è Passignano sul Trasimeno. Questo paese si è sviluppato …

Tra gli antichi borghi che si affacciano sul lago Trasimeno vi è Passignano sul Trasimeno. Questo paese si è sviluppato intorno ad una vecchia Rocca medievale che si erge nel punto più alto. Oltre che una piacevole vista sul lago, Passignano sul Trasimeno offre un posto tranquillo dove trascorrere una splendida giornata, passeggiando tra le antiche case e gustando i cibi a base di pesce di lago offerti dai tanti ristorantini sul lungo lago.

Passignano sul Trasimeno

La parte più antica di Passignano sul Trasimeno è il borgo fortificato sviluppatosi originariamente intorno alla Rocca. Questo nucleo abitativo risale al V secolo d.C. e fu scelto dai Longobardi come insediamento per sfruttare le risorse del Lago Trasimeno. In epoca medievale il centro ebbe un ulteriore sviluppo urbano tanto da avere delle mura medievali a difesa. Queste fortificazioni sono ancora parzialmente riconoscibili, soprattutto dalle torri e le porte di accesso, come la Torre Triangolare.

Passignano sul Trasimeno
Facciata ovest con la Torre triangolare

Nel periodo medievale, Passignano fu governato da marchesi toscani a cui si devono le prime fortificazioni medievali (XI secolo d.C), poi passata sotto il governo di Perugia, il borgo fu ulteriormente fortificato come anche la Rocca. Quest’ultima durante la Seconda Guerra Mondiale subì notevoli danni, tanto che furono necessari tantissimi anni di restauro e solo nel 2008 fu aperta nuovamente al pubblico. Oggi la Torre della Rocca è completamente visitabile, e grazie ad una scalinata interna, si può raggiungere la sommità che con i suoi 32 metri di altezza, permette di ammirare il lago da una bella prospettiva.

Passignano sul Trasimeno - Torre con orologio
Torre con orologio (in primo piano) e Torre della Rocca (sullo sfondo)

Il resto dell’abitato che va via via scendendo fino alle sponde del lago è stato costruito in periodi recenti, a partire dal Seicento fino ai giorni nostri. Ed è qui che si posso trovare tutte le strutture ricettive per turisti e visitatori che amano trascorrere una giornata godendosi le bellezze del lago, oppure in attesa di imbarcarsi per le isole del Trasimeno.


Link to Category: Travel Blogs

Or if you prefer use one of our linkware images? Click here

Social Bookmarks


Available Upgrade

If you are the owner of Curioso Errante, or someone who enjoys this blog why not upgrade it to a Featured Listing or Permanent Listing?


We maximize your reach, by maximizing your feed and new post by broadcasting!