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Travelling in Italy and all around the world by photography. A travel across the Italy discovering art, paintings and wonderful places.

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Riva del Garda

Sull'estremità a nord del lago di Garda vi è il bellissimo centro di Riva del Garda. Questa famosa località turistica, oltre al fascino del magnifico lago su cui si affaccia, è caratterizzata dal grazioso centro storico con i suoi edifici colorati, rendendola una meta ambita da moltissimi turisti e...

Sull’estremità a nord del lago di Garda vi è il bellissimo centro di Riva del Garda. Questa famosa località turistica, oltre al fascino del magnifico lago su cui si affaccia, è caratterizzata dal grazioso centro storico con i suoi edifici colorati, rendendola una meta ambita da moltissimi turisti e visitatori.

Riva del Garda - edifici sul lungo lago

Il clima mite mediterraneo, le numerose strutture turistiche e per lo sport di lago (windsurf e la barca a vela), i ristorantini lungo le strette vie e le vicine montagne alpine che circondando alle spalle Riva del Garda, sono solo alcuni dei fattori principali che rendono questo centro una località perfetta in cui trascorrere le vacanze estive.

Riva del Garda - vista del Lago di Garda
Il fascino del Lago di Garda

Anche nel passato molti personaggi illustri, come Nietzsche, Kafka, ed i fratelli Mann, hanno soggiornato in questa cittadina affascinati dalle bellezze e dalla tranquillità del luogo. Infatti, dopo il passaggio di Riva del Garda all’impero asburgico, nel Seicento, grazie al suo particolare clima mite, il Lago di Garda divenne la meta preferita della giovane nobiltà mitteleuropea. In particolare nel Settecento, dopo che Goethe descrisse le sue esperienze di soggiorno lungo le sponde del Lago di Garda, questo divenne un posto di ispirazione romantica per tutti i letterati e pittori della cultura mitteleuropea.

Riva del Garda - edifici colorati del centro storico
Gli edifici colorati del centro storico

Piazza III Novembre e la torre Apponale

Il nucleo ed il cuore del centro storico di Riva è Piazza II Novembre, che si estende da un lato sulla riva del Lago e dall’altro si affacciano bellissimi palazzi storici e su cui domina la torre Apponale, alta ben 34 metri e costruita nel Cinquecento. Dopo l’annessione all’Italia, la cupola a cipolla germanica fu rimossa per essere sostituita da un tetto dritto. Sulla sommità della torre vi è un piccolo angioletto di bronzo, l’Anzolim, che è il simbolo della città di Riva del Garda.

Riva del Garda - case sul lago
Torre Apponale ed il lato orientale di Piazza III Novembre

Piazza III Novembre, una volta denominata Piazza Granda o Piazza Benacense, era il cuore economico della città. Circondata da portici, era sede del banchi del mercato, con i cambiavalute, le botteghe e le mercanzie provenienti da lago. Qui si svolgevano anche le quattro fiere più importanti del luogo, che attiravano anche dalle località limitrofe moltissimi curiosi ed acquirenti.

Riva del Garda - Piazza III Novembre
Piazza III Novembre (lato occidentale)

Sulla piazza, tra i vari edifici storici spicca il Palazzo Pretorio. Edificato nel Trecento dagli Scaligeri di Verona, era chiamato la Grande Loggia in cui i rettori governavano ed amministravano la giustizia. Nei primi anni dell’Ottocento, il palazzo subì un importante crollo che portò a numerosi rifacimenti nella struttura. Di particolare importanza e belleza sono gli affreschi di vita cittadina scoperti a ridosso degli archi che per secoli erano rimasti sotto l’intonaco.

Porta San Michele

Altro particolare ed importante monumento storico della città è la Porta San Michele. Già denominata Porta d’Arco, in quanto posta in direzione dell’altro importante centro abitato, la porta è così chiamata negli antichi statuti del 1274 e negli estimi del Quattrocento e prende il nome attuale dalla Chiesa di San Michele, poco distante, sede di un’importante confraternita cittadina.

Riva del Garda - porta San Michele (interno)
Porta San Michele dall’interno

Nei secoli successivi rimase a lungo chiusa durante gli anni delle pestilenze per essere riaperta nel 1796 con la realizzazione della via retta, attuale via Roma, che univa il centro storico con la chiesa dell’Inviolata. Fu fatta oggetto di intervento di profondo restauro da parte del podestà Luigi Antonio Baruffaldi, che nel 1862 fece demolire tutte le sopraelevazioni, la torre campanaria e la scala, per ricostruirne la torre, la merlatura ed una piccola porta arcuata.

Riva del Garda - porta San Michele (esterno)
Porta San Michede (dall’esterno)

La seconda apertura è più recente. Ben visibili gli innesti dei nuovi interventi ottocenteschi sulla esigua struttura antica rimasta.

Città romana – Le terme romane

Nota al tempo degli antichi romani come Ripa, Riva del Garda fu molto probabilmente un centro dei reti o dei galli passato poi sotto il dominio della Repubblica Romana. Durante il periodo imperiale, la città di Ripa si sviluppò enormemente tanto da possedere al suo interno delle vere e proprie terme romane. Infatti nel 2007 degli scavi hanno riportato alla luce un complesso termale risalente al I secolo d.C.

Riva del Garda - terme romane
Le terme romane

Riprendendo un modello diffuso negli edifici termali, vi era un cortile centrale, con al centro una grande vasca quadrangolare, circondato da un un portico pavimentato con lastre in calcare rosato. Qui si trovano in sequenza lo spogliatoio, una piccola latrina, una sala fredda (frigidarium), una tiepida (tepidarium), la sauna (laconicum) ed il bagno caldo (calidarium). Sono ancora visibili le strutture di sostegno della pavimentazione che permettevano all’aria calda di circolare riscaldando gli ambienti (sistema ad hypocaustum).

Riva del Garda - resti del complesso termale romano
Complesso termale romano

Con la seconda metà del III secolo d.C. l’edificio venne abbandonato ed in seguito utilizzato per scopi residenziali. Eventi alluvionali collocabili nel V-VI secolo d.C portarono all’abbandono di questa parte del paese che venne così destinato ad area cimiteriale.

La Rocca sul Lago di Garda

Posta a difesa della parte costiera di Riva del Garda vi è la Rocca. Questa fortezza fu costruita nel 1124 su volere dell’allora Vescovo di Trento Altemanno, allo scopo di difendere il porto della città, molto importante per i commerci tra il Trentino e la Pianura Padana.

Riva del Garda - la Rocca
La Rocca di Riva del Garda

Nel Trecento la struttura della fortezza fu notevolmente ampliata. Infatti gli Scaligeri di Verona, ora signori anche di Riva del Garda, apportarono molti miglioramenti come per esempio la realizzazione di fossati intorno alla fortezza e l’accesso diretto al lago. La Rocca divenne così un’isola isolata dalla terraferma.

Riva-del-Garda-Ingresso-alla-Rocca-Museo-civico
Rocca – entrata del Museo Alto Garda

Nel 1516 però Riva passo sotto il dominio austriaco che non ne considerarono più l’importanza strategia, e quindi la fortezza fu destinata ad uso di residenza. Oggi la fortezza ospita il Museo Alto Garga (MAG), il museo civico di Riva del Garda, istituito negli anni Cinquanta.

La Chiesa dell’Inviolata

Altro importante monumento di rilevanza architettonica a Riva del Garda è la Chiesa dell’Inviolata. Costruzione del Seicento, venne infatti realizzata nel 1639 e fortemente voluta dai signori locali per ospitare il famoso affresco della Madonna con il bambino che allora era fonte di devozione popolare e meta di pellegrinaggi, grazie ai numerosi miracoli.

Riva del Garda - Chiesa dell'Inviolata
Chiesa dell’Inviolata

L’edificio fu progettato da Pier Maria Bagnadore ed è considerato una delle più belle manifestazioni dello stile barocco del Trentino. All’interno l’edificio ha struttura ottagonale, con ogni lato delimitato da paraste sovrapposte e sormontate da archi a tutto sesto. Ogni faccia è occupata o da una cappella laterali o da uno dei tre ingressi. All’esterno invece la struttura si mostra stranamente austera, e dominata da linee geometriche regolari e rettilinee.


Amalfi – Il Duomo di Sant’Andrea

Amalfi fu la prima delle Repubbliche Marinare che per prime dopo secoli di buio dopo la caduta dell'Impero Romano, ripristinarono il commercio e la navigazione nel Mediterraneo. Il monumento che meglio esprime la ricchezza di Amalfi di questo periodo e le influenze orientali grazie ai numerosi contatti commerciali con gli arabi e l'Impero Bizantino, è il Duomo di Sant'Andrea....

Amalfi fu la prima delle Repubbliche Marinare che per prime dopo secoli di buio dopo la caduta dell’Impero Romano, ripristinarono il commercio e la navigazione nel Mediterraneo. Il monumento che meglio esprime la ricchezza di Amalfi di questo periodo e le influenze orientali grazie ai numerosi contatti commerciali con gli arabi e l’Impero Bizantino, è il Duomo di Sant’Andrea.

Amalfi - Duomo di Sant'Andrea Apostolo

Il Duomo di Sant’Andrea

Il Duomo di Sant’Andrea fu fatto edificare dal duca Mansone I nel 987 in pieno periodo di ricchezza e potenza della Repubblica Marinara di Amalfi. La costruzione fu realizzata aggiungendo la nuova cattedrale ad una preesistente, per costruirne una nuova più imponente e grande. La nuova chiesa fu realizzata in stile romanico, con una struttura a ben 6 navate (le 3 navate della nuova chiesa con le 3 navate di quella esistente). Questa strana prassi in realtà era normale per le prime chiese delle città di influenza bizantina. Infatti la presenza di molte navate permetteva di officiare diverse messe allo stesso tempo, una pratica comune all’epoca, rimasta poi nella chiesa ortodossa.

Amalfi - Chiostro del Paradiso
Chiostro del Paradiso

In seguito, una delle 6 navate venne distrutta per realizzare il chiostro del Paradiso. Questo chiostro fu realizzato nel 1266 dall’arcivescovo Filippo Augustariccio per utilizzarlo come cimitero per le famiglie nobiliari della città. Questa struttura è costituita da un quadriportico con archi a sesto acuto intrecciati, sostenuti da sessanta coppie di colonne binate, in pieno stile arabo-normanno. Nonostante la bellezza del luogo, nel XVII secolo cadde in completo abbandono. Quello che è possibile ammirare oggi è il frutto di un imponente restauro del 1908.

Amalfi -facciata del Duomo di Sant'Andrea

In periodi più moderni, e più precisamente nel Settecento, strutture ed architetture simili non erano ben accette e furono molteplici i deturpamenti che vennero applicati alla chiesa. I due originari edifici sacri vennero separati nuovamente. La bellissima facciata in stile romanico con il suo portico originale fu completamente ricoperta ed ampliata da sovrastrutture in stile barocco. Anche i mosaici interni e le pavimentazioni subirono sorti simili, spesso ricoperti con sovrastrutture e decorazioni di intonaco e gesso in pieno stile barocco.

Amalfi -Duomo di Sant'Andrea nel Settecento da Dipinto
Duomo di Sant’Andrea nel Settecento (da dipinto)

Ma nel 1861, a seguito di una forte burrasca, la facciata in cattivo stato di conservazione subì fortissimi danni. Dopo questo evento, la cittadinanza incaricò l’architetto Lorenzo Casalbore di restaurare la chiesa. Quest’ultimo approfittò dell’evento per rimuovere completamente tutte le storture barocche ed i numerosi rifacimenti fatti tra il XVI ed il XVIII secolo, cercando il più possibile di poter ripristinare l’aspetto originale del Duomo, secondo gli stili medievali in piena Repubblica Marinara.

Amalfi - Portico entrata del Duomo di Sant'Andrea

Nonostante alcune proteste, la gran parte degli esperti dell’epoca fu favorevole alla modifica, e persino dalla Giunta delle Belle Arti si proclamò il seguente rendiconto: “Se questo ragguardevole monumento fosse liberato e svestito dalle sovrapposizioni barocche che in tempo più vicino a noi lo hanno deturpato e travisato, presenterebbe una singolare novità di stile, così nell’insieme della sua struttura, come nelle decorazioni veramente stupende. Intanto è opera certamente lodevole il poter ridare a questo monumento almeno l’antico aspetto nella parte che riguarda la fronte esterna”.

Amalfi - mosaici nel duomo
I mosaici arabo-bizantini dopo il restauro del 1861

Un particolare che ai molti sfugge, è il meraviglioso portale bronzeo con cui si accede all’interno della chiesa. Di manifattura bizantina, questo portale è il più antico di questo genere in Italia. Venne infatti commissionato nel 1060 dal ricco mecenate amalfitano Pantaleone de Comite Maurone presso Costantinopoli da certo Simeone di Siria. Nel 1908 il portale fu integrato nelle parti lesionate da nuove parti, e furono sostituiti i supporti lignei retrostanti.

Amalfi - Portale del Duomo di Sant'Andrea Apostolo
Particolare del Portale Bronzeo

All’interno invece lo stile barocco predomina in ogni particolare. Il tutto è rivestito da marmi commessi che formano disegni e ricche decorazioni. Altri decorazioni barocche racchiudono invece parti più antiche come per esempio le colonne in marmo. In alto, tutte le navate sono ricoperte da un elegante soffitto a cassettoni, mentre le reliquie del santo apostolo sono conservate nella Cappella della Riconciliazione.

Amalfi - Duomo di Sant'Andrea interno

Al di sotto della chiesa vi è la cripta, costruita dal cardinale Pietro Capuano nel 1203 per custodire le spoglie dell’apostolo Andrea che sarebbero poi state trasportate da Costantinopoli nel 1208 al ritorno della IV crociata. Di ricchissimo pregio, questa chiesa è riccamente decorata da numerosi affreschi e di moltissime opere scultoree di pregio, tra cui una statua di bronzo realizzata da Michelangelo Naccherino (allievo del Buonarroti) e una di marmo di Pietro Bernini. Gran parte degli affreschi che ricoprono le volte sono stati realizzati nel XVII secolo da artisti napoletani.

Amalfi - Duomo di Sant'Andrea cripta
Cripta di Sant’Andrea


Amalfi – la prima Repubblica Marinara

La Costiera Amalfitana è uno dei luoghi più belli e famosi d'Italia, e Amalfi ne è la sua regina. Questo antico borgo, famoso anche per essere stata la prima tra le quattro Repubbliche Marinare, è oggi uno dei centri turistici più visitato in Italia. Mare azzurro, il giallo dei Limoni, il verde dei vigneti, tanti colori come tante le emozioni che solo questo luogo sa...

La Costiera Amalfitana è uno dei luoghi più belli e famosi d’Italia, e Amalfi ne è la sua regina. Questo antico borgo, famoso anche per essere stata la prima tra le quattro Repubbliche Marinare, è oggi uno dei centri turistici più visitato in Italia. Mare azzurro, il giallo dei Limoni, il verde dei vigneti, tanti colori come tante le emozioni che solo questo luogo sa dare.

Amalfi - panoramica dal mare

Le origini di Amalfi non sono certe, comunque tutti gli indizi sembrerebbero farla risalire al periodo romano. Infatti il toponimo “Amalfi” è sicuramente di origine latina, da cui alcune ipotesi ne fanno risalire la derivazione a profughi provenienti da Melfi in Basilicata, o dalla gens romana Amarfia.

Amalfi - altre case sulla costa

Comunque sia, Amalfi divenne un centro importane e famoso solo alcuni secoli dopo la caduta di Roma. Infatti nel IX secolo, Amalfi era diventato un centro commerciale marittimo tra i più importanti d’Italia, grazie in parte alla sua posizione geografica ed in parte agli ottimi rapporti commerciali intrecciati con i bizantini, che ne facilitarono il mercato in tutto il Mediterraneo. Tale crescita ed importanza della città, fece sì che il 1 settembre del 839, Amalfi si staccò dall’allora ducato bizantino di Napoli, per diventare una vera e propria repubblica autonoma, la Repubblica Marinara di Amalfi, una delle quattro famose Repubbiche Marinare.

Amalfi - case sulla costa

Amalfi, come poi presto faranno i porti di Venezia, Genova e Pisa, già dall’VIII secolo, aveva stipulato contatti commerciali con molti stati del Mediterraneo nati dal riassetto della caduta dell’impero romano, dopo le numerosi invasioni barbariche. Molti porti arabi, bizantini, e città germaniche del Sacro Romano Impero, divennero sede di piccole colonie commerciali, dove la presenza fissa di una piccola comunità amalfitana, garantiva una continuativa e sicura attività commerciale.

Amalfi - le scalinate all'interno del borgo

L’attività commerciale con così tanti popoli, spesso in guerra tra loro, richiedeva una certa indipendenza dai molti interessi politici dei molti regni e nazioni presenti all’epoca. Questo fu il motivo principale per cui Amalfi e poi le altre Repubbliche marinare decisero di optare in una forma di governo indipendente e che garantisse quindi una posizione super partes o almeno neutrale rispetto alle mire spinte espansionistiche degli stati dell’epoca. Quindi Amalfi aprì la strada a quei commerci internazionali che nei secoli a venire portarono ad uno sviluppo economico e sociale di tutti i centri del Mediterraneo.

Amalfi - mosaici nel duomo
Influenze arabo-bizantine in molti monumenti di Amalfi

I commercianti amalfitani, in particolare, caricavano le stive delle loro navi di legname pregiato, merce preziosa per i vicini arabi d’oltre mare. Quindi moltissime navi piene di legname sbarcavano nei principali porti arabi dell’Africa, consegnando legname per ricevere in cambio grandi quantità di oro. Con queste quantità di metallo prezioso partivano alla volta di Bisanzio e di altri porti sulla costa Siro-Palestinese. Qui acquistavano numerose merci rare e preziose, provenienti dall’oriente, come spezie, pietre preziose e seta. Queste merci venivano poi portate in Europa ed in Italia, dove la loro richiesta era altissima ed il loro prezzo anche.

Amalfi - Portale del Duomo di Sant'Andrea Apostolo
La ricchezza del periodo medievale

A partire da semplice legname, i commercianti amalfitani ricavarono ingenti guadagni e crearono un grandissima rete commerciale. Ma tale ricchezza ed influenza non potè rimanere indisturbata a lungo. Infatti con il crescere dei commerci delle quattro repubbliche marinare, cominciarono a saturare anche i mercati e la concorrenza portò ad un aperto conflitto tra di esse. Amalfi conobbe spesso numerosi incursioni ed attacchi da parte della rivale Pisa. Inoltre entrò nelle mire espansionistiche dei normanni di Sicilia, che nel 1131 ne fecero perdere l’indipendenza.

Amalfi - le vie all'interno del borgo
Il corso principale di Amalfi

Tra le vicende storiche più interessanti legate alla città di Amalfi vi è la famosa battaglia navale di Ostia nel 849. Le navi da guerra amalfitane giocarono un ruolo fondamentale per la difesa della città di Roma da una vastissima e potente flotta musulmana che ne mirava la distruzione. La flotta militare amalfitana richiedeva la presenza di un arsenale per la costruzione delle navi da guerra, le cui tracce oggi sono ancora presenti con due corsie delimitate da dieci pilastri. Questo è l’unico esempio di arsenale militare medievale rimasti in Italia. Le navi da guerra amalfitane erano allora delle galee da combattimento con centoventi remi come forza motrice.

Amalfi - Duomo di Sant'Andrea Apostolo
Duomo di Sant’Andrea

Le navi mercantili invece venivano costruite nello scarium (arenili bizantini). Lo scarium di Amalfi di epoca medievale si trova oggi sui fondali dinanzi al centro urbano. Infatti queste costruzioni insieme a parte del centro cittadino funono inesorabilmente sommerse a causa di un frana sottomarina o da una alluvione verificatasi nella notte del 24 novembre 1343. Tale distruzione portò alla fine di Amalfi come città marinara.

Amalfi - le piazzette ed i localini
La bussola è stata inventata ad Amalfi

Un’altra importante peculiarità storica legata alla città di Amalfi è l‘invenzione della bussola. Infatti numerosi studi hanno accertato che i marinai amalfitani furono i primi ad inventare la bussola e a farne uso come strumento di orientamento, diffondendola poi come strumento di navigazione in tutto il Mediterraneo nel XIII secolo.

Amalfi - le piazzette ed i localini
Amalfi è ricca di piazzette con negozietti di prodotti tipici e ristoranti

Oggi Amalfi è ritornata alla vita commerciale grazie al turismo. Infatti la Costiera Amalfitana è uno dei luoghi più belli e affascinanti d’Italia, e i visitatori che soggiornano ad Amalfi possono ritrovare in questo borgo il fascino della storia, i colori del Mediterraneo nelle numerose maioliche che adornano la città, e assaporare i frutti di questa terra generosa e mite come i limoni, la pizza ed i deliziosi dolci preparati ad arte e soprattutto il pesce fresco che ogni giorno viene pescato e servito nei numerosi ristorantini presenti in città.


Atrani di notte, tra luci e colori della Costiera Amalfitana

Tra i vari centri della Costiera Amalfitana vi è Atrani, un piccolo borgo affacciato sul mare, formato da antiche abitazioni arroccate una sopra l'altra quasi a riempire le pareti rocciose di una spaccatura nel promontorio. Di giorno, questo paese offre a tutti i suoi visitatori il fascino e la bellezza di un antico centro di pescatori, ma di notte, nel periodo intorno al Natale, questo paese si trasforma, assumendo una miriade di luci e colori. Uno spettacolo meraviglioso, grazie ad un gioco...

Tra i vari centri della Costiera Amalfitana vi è Atrani, un piccolo borgo affacciato sul mare, formato da antiche abitazioni arroccate una sopra l’altra quasi a riempire le pareti rocciose di una spaccatura nel promontorio. Di giorno, questo paese offre a tutti i suoi visitatori il fascino e la bellezza di un antico centro di pescatori, ma di notte, nel periodo intorno al Natale, questo paese si trasforma, assumendo una miriade di luci e colori. Uno spettacolo meraviglioso, grazie ad un gioco di illuminazioni colorate, da vivere passeggiando tra le strette e tortuose vie.

A soli 700 metri da Amalfi, si trova Atrani. Questo caratteristico borgo si estende all’interno di una spaccatura nella roccia scavata dal fiume Dragone, chiamato così perché la leggenda ne faceva la dimora di un drago sputa fuoco. Per quanto riguarda le sue origini, non sono certe, si è certi che nel luogo erano presenti ville del periodo romano, ma del borgo urbano definito come Atrani ne abbiamo solo certezza durante il periodo del Ducato di Amalfi, una delle quattro repubbliche marinare nel IX sec. d.C.

Atrani di notte - Edifici illuminati

All’interno del Ducato di Amalfi, Atrani insieme ad Amalfi giocavano il ruolo principale. Allora infatti Atrani era tra i centri più importanti della zona, più esteso di quello odierno, condivideva con Amalfi il diritto di designare e deporre i capi dello stato autonomo e di eleggere gli arcivescovi della Diocesi.

Atrani di notte - Chiesa di San Salvatore de' Birecto
La Chiesa di San Salvatore de’ Birecto

La tradizione vuole che la chiesa di San Salvatore de’ Birecto , un’antica chiesa del X secolo e che si trova nel centro di Atrani, svolgesse ai tempi del ducato di Amalfi l’importante ruolo di cappella palatina e che al suo interno avesse luogo la cerimonia dell’investitura del Duca, con l’imposizione della ‘berretta‘, nome da cui deriverebbe l’attributo della chiesa.

Atrani di notte - Borgo antico di pescatori
Borgo di pescatori

A porre fine all’egemonia di Atrani ed Amalfi fu il maremoto del 25 novembre 1343 che sommerse e distrusse gran parte delle abitazioni più vicine al litorale. Le lunghe incursioni da parte dei Pisani non permisero il ritorno agli antichi splendori, e persa completamente l’importanza e la posizione strategica, Atrani e gli altri centri della costiera amalfitana furono inglobati nel principato di Salerno.

Atrani di notte - Viette tortuose con scalinate

Altro fatto storico interessante e legato ad Atrani, è la fuga di Masaniello da Napoli. Il famoso ribelle, in fuga dai soldati del vicerè di Napoli, si rifugiò proprio ad Atrani, nascondendosi in una grotta, che fu poi definita la Grotta di Masaniello. La madre del famoso personaggio era originaria infatti di Atrani, e qui aveva ancora amicizie e poteva muoversi in luoghi familiari.

Atrani di notte - le illuminazioni notturne

Oggi Atrani è un centro di interesse turistico che offre a tutti i visitatori momenti di svago e di piacere, grazie al suo mare azzurro, a dell’ottimo cibo e a tutti i piaceri che la Costiera Amalfitana sa offrire.


Il Parco dei Mostri di Bomarzo

A poco più di un chilometro dal piccolo borgo di Bomarzo, sorgei il Parco dei Mostri, una delle attrazioni più …

A poco più di un chilometro dal piccolo borgo di Bomarzo, sorgei il Parco dei Mostri, una delle attrazioni più affascinanti e particolari della Tuscia. In questo parco, voluto da Vicino Orsini, signore del luogo, vi sono moltissime sculture che rappresentano ninfe, animali e divinità di proporzioni colossali che riempiono gli ambienti boschivi del parco, dando al visitatore un fascino magico, surreale.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Ogni pensiero vola
L’Orco in “Ogni pensiero vola”

Il Parco dei Mostri nasce sul finire del Cinquecento su richiesta di Vicino Orsini. E’ proprio in questo periodo che ritornano di moda le narrazioni fantastiche, i vecchi miti, gli animali esotici e la voglia di scoprire il mondo ancora non conosciuto. Furono proprio questa nuova tendenza che affascinò a tal punto il signore Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini da voler realizzare un parco vicino al suo palazzo, destinato al divertimento degli ospiti e dei nobili che venivano spesso in visita.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - La casa inclinata
La Casa Pendente

Vicino Orsini fu una persona di ampie vedute, come guerriero passò spesso la sua vita in terre straniere, dove fu anche prigioniero per anni in Francia. Ebbe numerosi contatti e dopo la morte della moglie Giulia Farnese, decise di dedicare a lei un parco tematico, da lui chiamato “boschetto”, dove venissero incarnate fisicamente tutte queste “fantasticherie” attraverso delle sculture. Chiamò quindi una serie di architetti, tra cui Bartolomeo Ammannati, Raffaello di Montelupo, Pirro Ligorio, e forse anche Vignola, per studiare e realizzare tale opera.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Sculture su mitologie classiche
Sculture della mitologia classica

Questo gruppo di architetti fu incaricato di arricchire il parco che si estendeva al di sotto del Palazzo, rendendolo in qualche modo magico, misterioso, e che potesse in qualche modo stimolare la fantasia e la voglia di ignoto alle persone dell’epoca. Furono realizzate quindi tutta una serie di sculture e giochi di acqua, utilizzando il materiale tufaceo del luogo. Grotte, insenature, boschi, e sentieri erano le vie studiate per affascinare il visitatore e per stupirlo.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Gli elefanti di annibale
Gli elefanti di Annibale

Interessante è il messaggio lasciato inciso sulla Panca Etrusca destinato a tutti i visitatori, come invito al fascino e allo stupore del luogo. “Voi che pel mondo gite errando, vaghi, di veder meraviglie alte e stupende, venite qua dove son facce horrende, elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Animali e draghi
Draghi e fiere

Ma questa è solo una delle frasi lasciate all’interno del parco. Infatti moltissime sculture riportano scritte emblematiche, spesso utilizzate per stupire e allo stesso tempo confondere il visitatore. Vi è anche una serie di studiosi che hanno cercato di trovare un filo logico al simbolismo utilizzato nelle sculture, ai numerosi indizi e tracce lasciate all’interno del parco. Sono stati ritrovanti moltissimi riferimenti nella letteratura dell’epoca, ma molti misteri sono rimasti ancora tali.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Dività classiche
Divinità classica

Il parco dei Mostri andò avanti fino alla morte dell’ultimo principe Orsini. Poi senza più persone influenti ed interessati al fascino del mistero, il parco venne abbandonato. Per secoli le sculture rimasero sepolte dalla selva incurata del luogo a riposare indisturbata fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando fu rivalorizzato e restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, che ne scoprirono il fascino e lo restituirono alla collettività. Oggi l’accesso al parco è aperto a tutti, previo l’acquisto di biglietti, ed è meta di migliaia di visitatori ogni anno. E anche di studiosi che ancora cercano di carpirne i segreti rimasti celati.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Sfingi con le frasi emblematiche
Una delle sfingi : “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”

Questo parco con tutte le sue opere fu visitato nel Cinquecento da moltissimi artisti e si presume che diede molti stimoli allo stile barocco che da lì a pochi anni si sarebbe esteso in tutta Europa. Anche dopo la riapertura, il suo fascino artistico è rimasto in alterato, e fu meta ed attrazione per molti artisti del Novecento, a cercare forse spunto per le loro opere, tra cui la visita di Salvador Dalì nel 1948.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Il tempietto
Il tempietto

I coniugi Bettini dedicarono tutta la loro vita alla ripresa del parco, e furono talmente affascinati da questa opera che decisero di essere sepolti all’interno di essi, nel tempietto, che a parer di molti fu anche il sepolcro di Giulia Farnese, la nobildonna a cui questo parco fu dedicato.


Rovereto

Rovereto è il primo centro che si incontra risalendo l'Adige non appena entrati in Trentino. Sorto lungo le sponde del torrente Leno, questo antico centro ha come simbolo la quercia, o meglio il Rovere, da cui prende il nome il borgo Roboretus, cioè selva di querce, molto probabilmente presente al momento dell'edificazione della...

Rovereto è il primo centro che si incontra risalendo l’Adige non appena entrati in Trentino. Sorto lungo le sponde del torrente Leno, questo antico centro ha come simbolo la quercia, o meglio il Rovere, da cui prende il nome il borgo Roboretus, cioè selva di querce, molto probabilmente presente al momento dell’edificazione della città.

Rovereto - Case lungo il Torrente Leno 2
Case lungo il torrente Leno

Riguardo le sue origini, se ne hanno le prime notizie nel Medioevo, quando nel 1225 Jacopino da Lizzana vi insediò un villaggio. Ma solo nel secolo successivo, cioè intorno al 1300 il piccolo centro passò sotto la famiglia dei Castelbarco, fedelmente legati a Della Scala di Verone. Fu infatti Guglielmo di Castelbarco ad edificare una cerchia di mura intorno al nuovo borgo nascente, entrando definitivamente sotto le influenze di Verona.

Rovereto - Mura medioevali castrobarcensi con le torri di vedetta
Mura medioevali castrobarcensi con le torri di vedetta

Secoli più tardi, Rovereto divenne un’importante piazzaforte di confine della Repubblica di Venezia. La Serenissima ne potenziò le difese e le strutturi militari, con l’aggiunta di torrioni lungo le mura di cinta e la costruzione di un castello. Fu infatti nel periodo rinascimentale che perse le sue caratteristiche di borgo medievale, per passare ad un vero e proprio centro urbano, con una certa importanza economica e artigianale.

Rovereto - Castello di Rovereto
Castello di Rovereto

Ma il periodo di maggior ricchezza, Rovereto lo conobbe nel Settecento, grazie alla sua posizione di confine. Fu infatti in questo periodo che vennero realizzate moltissime opere monumentali nella città, in particolare i numerosi Palazzi che abbelliscono il centro storico. Ma con la fine della Serenissima, ed il periodo napoleonico, Rovereto fu dapprima passata dallo stesso Napoleone al regno di Baviera (suo alleato), e poi con la sua sconfitta, nel 1815 Rovereto venne definitivamente integrata nella contea austriaca del Tirolo. Fu solo un secolo più tardi con la sconfitta degli austriaci durante la Prima guerra mondiale, che Rovereto ritornò sotto il Regno d’Italia.

Rovereto - Museo Storico Italiano della Guerra
Museo Storico Italiano della Guerra

Sul tema della Prima guerra mondiale e sui conflitti in generale (guerre coloniali) a Rovereto, nel 1921 fu realizzato un bellissimo Museo Storico Italiano della Guerra, che ha come sede proprio il castello quattrocentesco di Rovereto. Sono moltissime le documentazioni storiche, le divise, le armi che si possono ammirare all’interno del museo e che coprono un arco di diversi secoli fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Rovereto - Passeggiando per il centro storico

Alcuni monumenti da visitare

Passeggiando all’interno del borgo vi sono moltissime curiosità e monumenti da visitare. Uno tra questi è il Palazzo Pretorio, sede del Municipio di Rovereto. Questo palazzo fu realizzato nel 1417 da Andrea Valier, pretore della città. Fu infatti in quegli anni che la città passò sotto il governo di Venezia, e la scelsero come sede degli uffici comunali e come abitazione del podestà.

Rovereto - Municipio
Palazzo Pretorio – Municipio

Altro bellissimo palazzo è il Palazzo del Bene – Conti d’Arco. Anche questo fu edificato nel XV secolo appena fuori dalle mura cittadine, dalla famiglia Del Bene. In seguito passo ai conti d’Arco che ne ampliarono la struttura. Risalgono infatti al periodo rinascimentale le numerose decorazioni ed i dipinti murali che ne arricchiscono le facciate ed i portici al piano terra. Passato poi di proprietà a delle religiose, fu infine acquistato dal comune di Rovereto che nel 1904 lo scelse come sede della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Rovereto - Palazzo del Bene - Conti d'Arco
Palazzo del Bene – Conti d’Arco

Tra le varie chiese che si affacciano sulle varie piazzette del centro di Rovereto, vi è la Chiesa Arcipretale di San Marco. Quando la città passò nel 1416 sotto il governo della Repubblica di Venezia, non possedeva all’interno delle mura nessuna chiesa di dimensioni ed importanza degne di nota. Fu allora deciso di realizzare una chiesa principale all’interno delle mura. Furono quindi abbattute delle case per creare l’odierna Piazza san Marco ed edificare l’omonima chiesa, che fu realizzata nel 1462. Gli esterni della chiesa sono semplici e lineari, tipici dello stile neoclassico, mentre una situazione completamente diversa si ha all’interno, in cui un ricchissimo e fastosissimo barocco arricchisce qualsiasi elemento presente.

Rovereto - Chiesa arcipretale di San Marco
Chiesa Arcipretale di San Marco


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