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  • January 31, 2018 06:47:06 PM
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Travelling in Italy and all around the world by photography. A travel across the Italy discovering art, paintings and wonderful places.

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Il Parco dei Mostri di Bomarzo

A poco più di un chilometro dal piccolo borgo di Bomarzo, sorgei il Parco dei Mostri, una delle attrazioni più affascinanti e particolari della Tuscia. In questo parco, voluto da Vicino Orsini, signore del luogo, vi sono moltissime sculture che rappresentano ninfe, animali e divinità di proporzioni colossali che riempiono gli ambienti boschivi del parco,...

A poco più di un chilometro dal piccolo borgo di Bomarzo, sorgei il Parco dei Mostri, una delle attrazioni più affascinanti e particolari della Tuscia. In questo parco, voluto da Vicino Orsini, signore del luogo, vi sono moltissime sculture che rappresentano ninfe, animali e divinità di proporzioni colossali che riempiono gli ambienti boschivi del parco, dando al visitatore un fascino magico, surreale.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Ogni pensiero vola
L’Orco in “Ogni pensiero vola”

Il Parco dei Mostri nasce sul finire del Cinquecento su richiesta di Vicino Orsini. E’ proprio in questo periodo che ritornano di moda le narrazioni fantastiche, i vecchi miti, gli animali esotici e la voglia di scoprire il mondo ancora non conosciuto. Furono proprio questa nuova tendenza che affascinò a tal punto il signore Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini da voler realizzare un parco vicino al suo palazzo, destinato al divertimento degli ospiti e dei nobili che venivano spesso in visita.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - La casa inclinata
La Casa Pendente

Vicino Orsini fu una persona di ampie vedute, come guerriero passò spesso la sua vita in terre straniere, dove fu anche prigioniero per anni in Francia. Ebbe numerosi contatti e dopo la morte della moglie Giulia Farnese, decise di dedicare a lei un parco tematico, da lui chiamato “boschetto”, dove venissero incarnate fisicamente tutte queste “fantasticherie” attraverso delle sculture. Chiamò quindi una serie di architetti, tra cui Bartolomeo Ammannati, Raffaello di Montelupo, Pirro Ligorio, e forse anche Vignola, per studiare e realizzare tale opera.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Sculture su mitologie classiche
Sculture della mitologia classica

Questo gruppo di architetti fu incaricato di arricchire il parco che si estendeva al di sotto del Palazzo, rendendolo in qualche modo magico, misterioso, e che potesse in qualche modo stimolare la fantasia e la voglia di ignoto alle persone dell’epoca. Furono realizzate quindi tutta una serie di sculture e giochi di acqua, utilizzando il materiale tufaceo del luogo. Grotte, insenature, boschi, e sentieri erano le vie studiate per affascinare il visitatore e per stupirlo.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Gli elefanti di annibale
Gli elefanti di Annibale

Interessante è il messaggio lasciato inciso sulla Panca Etrusca destinato a tutti i visitatori, come invito al fascino e allo stupore del luogo. “Voi che pel mondo gite errando, vaghi, di veder meraviglie alte e stupende, venite qua dove son facce horrende, elefanti, leoni, orsi, orchi e draghi.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Animali e draghi
Draghi e fiere

Ma questa è solo una delle frasi lasciate all’interno del parco. Infatti moltissime sculture riportano scritte emblematiche, spesso utilizzate per stupire e allo stesso tempo confondere il visitatore. Vi è anche una serie di studiosi che hanno cercato di trovare un filo logico al simbolismo utilizzato nelle sculture, ai numerosi indizi e tracce lasciate all’interno del parco. Sono stati ritrovanti moltissimi riferimenti nella letteratura dell’epoca, ma molti misteri sono rimasti ancora tali.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Dività classiche
Divinità classica

Il parco dei Mostri andò avanti fino alla morte dell’ultimo principe Orsini. Poi senza più persone influenti ed interessati al fascino del mistero, il parco venne abbandonato. Per secoli le sculture rimasero sepolte dalla selva incurata del luogo a riposare indisturbata fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando fu rivalorizzato e restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini, che ne scoprirono il fascino e lo restituirono alla collettività. Oggi l’accesso al parco è aperto a tutti, previo l’acquisto di biglietti, ed è meta di migliaia di visitatori ogni anno. E anche di studiosi che ancora cercano di carpirne i segreti rimasti celati.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Sfingi con le frasi emblematiche
Una delle sfingi : “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”

Questo parco con tutte le sue opere fu visitato nel Cinquecento da moltissimi artisti e si presume che diede molti stimoli allo stile barocco che da lì a pochi anni si sarebbe esteso in tutta Europa. Anche dopo la riapertura, il suo fascino artistico è rimasto in alterato, e fu meta ed attrazione per molti artisti del Novecento, a cercare forse spunto per le loro opere, tra cui la visita di Salvador Dalì nel 1948.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo - Il tempietto
Il tempietto

I coniugi Bettini dedicarono tutta la loro vita alla ripresa del parco, e furono talmente affascinati da questa opera che decisero di essere sepolti all’interno di essi, nel tempietto, che a parer di molti fu anche il sepolcro di Giulia Farnese, la nobildonna a cui questo parco fu dedicato.


Rovereto

Rovereto è il primo centro che si incontra risalendo l'Adige non appena entrati in Trentino. Sorto lungo le sponde del torrente Leno, questo antico centro ha come simbolo la quercia, o meglio il Rovere, da cui prende il nome il borgo Roboretus, cioè selva di querce, molto probabilmente presente al momento dell'edificazione della...

Rovereto è il primo centro che si incontra risalendo l’Adige non appena entrati in Trentino. Sorto lungo le sponde del torrente Leno, questo antico centro ha come simbolo la quercia, o meglio il Rovere, da cui prende il nome il borgo Roboretus, cioè selva di querce, molto probabilmente presente al momento dell’edificazione della città.

Rovereto - Case lungo il Torrente Leno 2
Case lungo il torrente Leno

Riguardo le sue origini, se ne hanno le prime notizie nel Medioevo, quando nel 1225 Jacopino da Lizzana vi insediò un villaggio. Ma solo nel secolo successivo, cioè intorno al 1300 il piccolo centro passò sotto la famiglia dei Castelbarco, fedelmente legati a Della Scala di Verone. Fu infatti Guglielmo di Castelbarco ad edificare una cerchia di mura intorno al nuovo borgo nascente, entrando definitivamente sotto le influenze di Verona.

Rovereto - Mura medioevali castrobarcensi con le torri di vedetta
Mura medioevali castrobarcensi con le torri di vedetta

Secoli più tardi, Rovereto divenne un’importante piazzaforte di confine della Repubblica di Venezia. La Serenissima ne potenziò le difese e le strutturi militari, con l’aggiunta di torrioni lungo le mura di cinta e la costruzione di un castello. Fu infatti nel periodo rinascimentale che perse le sue caratteristiche di borgo medievale, per passare ad un vero e proprio centro urbano, con una certa importanza economica e artigianale.

Rovereto - Castello di Rovereto
Castello di Rovereto

Ma il periodo di maggior ricchezza, Rovereto lo conobbe nel Settecento, grazie alla sua posizione di confine. Fu infatti in questo periodo che vennero realizzate moltissime opere monumentali nella città, in particolare i numerosi Palazzi che abbelliscono il centro storico. Ma con la fine della Serenissima, ed il periodo napoleonico, Rovereto fu dapprima passata dallo stesso Napoleone al regno di Baviera (suo alleato), e poi con la sua sconfitta, nel 1815 Rovereto venne definitivamente integrata nella contea austriaca del Tirolo. Fu solo un secolo più tardi con la sconfitta degli austriaci durante la Prima guerra mondiale, che Rovereto ritornò sotto il Regno d’Italia.

Rovereto - Museo Storico Italiano della Guerra
Museo Storico Italiano della Guerra

Sul tema della Prima guerra mondiale e sui conflitti in generale (guerre coloniali) a Rovereto, nel 1921 fu realizzato un bellissimo Museo Storico Italiano della Guerra, che ha come sede proprio il castello quattrocentesco di Rovereto. Sono moltissime le documentazioni storiche, le divise, le armi che si possono ammirare all’interno del museo e che coprono un arco di diversi secoli fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Rovereto - Passeggiando per il centro storico

Alcuni monumenti da visitare

Passeggiando all’interno del borgo vi sono moltissime curiosità e monumenti da visitare. Uno tra questi è il Palazzo Pretorio, sede del Municipio di Rovereto. Questo palazzo fu realizzato nel 1417 da Andrea Valier, pretore della città. Fu infatti in quegli anni che la città passò sotto il governo di Venezia, e la scelsero come sede degli uffici comunali e come abitazione del podestà.

Rovereto - Municipio
Palazzo Pretorio – Municipio

Altro bellissimo palazzo è il Palazzo del Bene – Conti d’Arco. Anche questo fu edificato nel XV secolo appena fuori dalle mura cittadine, dalla famiglia Del Bene. In seguito passo ai conti d’Arco che ne ampliarono la struttura. Risalgono infatti al periodo rinascimentale le numerose decorazioni ed i dipinti murali che ne arricchiscono le facciate ed i portici al piano terra. Passato poi di proprietà a delle religiose, fu infine acquistato dal comune di Rovereto che nel 1904 lo scelse come sede della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Rovereto - Palazzo del Bene - Conti d'Arco
Palazzo del Bene – Conti d’Arco

Tra le varie chiese che si affacciano sulle varie piazzette del centro di Rovereto, vi è la Chiesa Arcipretale di San Marco. Quando la città passò nel 1416 sotto il governo della Repubblica di Venezia, non possedeva all’interno delle mura nessuna chiesa di dimensioni ed importanza degne di nota. Fu allora deciso di realizzare una chiesa principale all’interno delle mura. Furono quindi abbattute delle case per creare l’odierna Piazza san Marco ed edificare l’omonima chiesa, che fu realizzata nel 1462. Gli esterni della chiesa sono semplici e lineari, tipici dello stile neoclassico, mentre una situazione completamente diversa si ha all’interno, in cui un ricchissimo e fastosissimo barocco arricchisce qualsiasi elemento presente.

Rovereto - Chiesa arcipretale di San Marco
Chiesa Arcipretale di San Marco


Le due Torri di Bologna – la torre degli Asinelli e la torre della Garisenda

Delle circa cento torri che svettavano sulla Bologna medievale ne sono sopravvissute ben poche e tra queste le più famose sono la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda. Queste due splendide torri, perfettamente conservate, si trovano estremamente vicine tra di loro, quasi a volersi contendere il cielo, e si possono ammirare proprio alla fine di Via Rizzoli, la via principale che attraversa tutto il centro storico....

Tutti siamo abituati ad immaginare le skyline di New York con i alti e maestosi grattacieli a fare da sfondo. Meno, se pensiamo che uno spettacolo simile si presentava a tutti i viandanti del Medioevo che si approssimavano alla città di Bologna. Infatti tra il XII ed XIII secolo il profilo di Bologna non sarebbe apparso molto diverso da quello di New York; la città contava tra le sue costruzioni circa un centinaio di torri che si innalzavano per decine di metri, strette e solitarie, ben oltre i tetti delle abitazioni.

Bologna nel medioevo
Ricostruzione di Bologna nel Medio Evo

Purtroppo oggi, di tutte queste torri, ne sono sopravvissute ben poche e tra queste le più famose sono la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda. Queste due splendide torri, perfettamente conservate, si trovano estremamente vicine tra di loro, quasi a volersi contendere il cielo, e si possono ammirare proprio alla fine di Via Rizzoli, la via principale che attraversa tutto il centro storico.

Le due torri di Bologna - Asinelli e Garisenda
Torre della Garisenda (sinistra) e degli Asinelli (destra)

Questa impressione di “volersi contendere il cielo” non è poi così lontana dalla realtà. Si ritiene infatti che il motivo di un così alto numero di torri all’interno della città, sia dovuto in gran parte alla competizione tra le famiglie più ricche di Bologna. Le torri venivano erette dalle singole famiglie via via sempre più alte, allo scopo di sminuire le altre già presenti, come per affermare la maggiore potenza della famiglia. Spesso queste torri venivano utilizzate anche come strumenti di offesa e difesa per le moltissime schermaglie che spesso scoppiavano tra le varie famiglie bolognesi.

Le due torri di Bologna - Asinelli e Garisenda 2

La Torre della Garisenda

La Torre della Garisenda (Tårr Måzza o la Gariṡannda in bolognese) rispetto alla vicina Torre degli Asinelli è più bassa, anche se non per questo meno famosa. Sono moltissimi infatti i riferimenti in letteratura che riportano questa torre, legandola in particolar modo alle moltissime vicende storiche della città di Bologna, tanto da farne un vero e proprio simbolo della città. Menzionata anche da Dante Alighieri, per ben due volte, colpito in particolare da quel suo innalzarsi fiera, “ma seconda”, rispetto alla sua vicina rivale:

«Non mi poriano già mai fare ammenda / del lor gran fallo gli occhi miei sed elli / non s’accecasser, poi la Garisenda / torre miraro co’ risguardi belli, / e non conobber quella (mal lor prenda!) / ch’è la maggior de la qual si favelli»

Bologna - La Torre della Garisenda
Torre della Garisenda

La Torre della Garisenda fu edificata tra il 1109 ed il 1110, in prossimità della contendente Torre degli Asinelli, già esistente. La torre oggi, alta 48 metri e pendente da un lato, è in realtà molto più bassa rispetto a quella originale. Tra il 1351 ed il 1360 fu infatti ridotta di parecchi metri di altezza, forse proprio a causa della sua pendenza che si evidenziò già pochi anni dopo la costruzione per il cedimento del terreno sottostante.

Bologna - La Torre della Garisenda 2
La forte pendenza della Torre della Garisenda

Costruita per scopi militari, a causa del problema della pendenza, perse subito questa funzione e nel XV secolo la torre fu acquistata dalla Società dei Drappieri, che avevano la loro sede nel Palazzo degli Strazzaroli, che si affaccia proprio davanti ad essa e che nella piazza antistante tenevano mercato. Nei secoli a venire, la torre venne poi quasi inglobata in una serie di costruzioni, tra cui alcune botteghe ed una chiesetta dedicata a Santa Maria delle Grazie. Tutti questi edifici furono abbattuti alla fine dell’Ottocento per permettere alla torre di recuperare il suo aspetto originale.

Nel 1804, con la scesa in Italia di Napoleone, le corporazioni che per secoli avevano gestito i mercati della città, furono soppresse, e la torre passò quindi in mano alla famiglia Ranuzzi. Dopo diversi passaggi e vendite, nel 1904, la torre che apparteneva al barone Raimondo Franchetti, fu donata al Comune di Bologna, di cui ancora oggi ne gestisce la manutenzione.

La Torre degli Asinelli

Proprio accanto alla Torre della Garisenda, più alta ed imponente sorge la Torre degli Asinelli (Tårr di Aṡnîla, Tårr Lónga o l’Aṡnèla in bolognese). Alta ben 97 metri è la torre più alta di Bologna, ed anche questa è leggermente pendente da un lato (verso ovest) di circa 2 m.

Torre degli Asinelli

La data di costruzione di questa torre non è nota con certezza (probabilmente XI secolo), ma si presume che fu edificata dal nobile cavaliere Gherardo Asinelli, a cui deve il nome. Di fazione ghibellina, questo nobile entrò nella competizione tra le famiglie nobili di Bologna, in particolare tra le lotte Papato-Impero dell’epoca. Altre ipotesi rendono plausibile il fatto che la famiglia Asinelli ne entrò semplicemente in possesso.

Bologna - La Torre degli Asinelli 2
Torre degli Asinelli

Se la Torre della Garisenda vanta come poeta il Sommo Dante, la Torre degli Asinelli viene da parte sua descritta dal poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, che ne descrive affascinato la visuale in cima alla torre.

«Sul far della sera, mi sono finalmente appartato da questa antica città veneranda e dotta, da tutta quella folla che, sotto tutti i suoi portici sparsi per quasi tutte le vie, può andare e venire, al riparo dal sole e dalla pioggia, e baloccarsi, e fare acquisti e attendere ai fatti suoi. Sono salito sulla torre a consolarmi all’aria aperta. Veduta splendida! A Nord si scorgono i colli di Padova, quindi le Alpi svizzere, tirolesi e friulane, tutta la catena settentrionale, ancora nella nebbia. A occidente un orizzonte sconfinato, nel quale emergono solo le torri del Modenese. A oriente, una pianura sconfinata fino all’Adriatico, visibile al sorgere del sole. Verso sud i primi colli dell’Appennino, coltivati e lussureggianti fino alla cima, popolati di chiese, di palazzi e di ville, come i colli del Vicentino. Era un cielo purissimo; non la più piccola nuvola; solo all’orizzonte una specie di nebbione secco»


Rådhus – il Municipio di Copenaghen

Tra i monumenti più sontuosi ed affascinanti di Copenaghen vi è il Rådhus, un grosso palazzo con tanto di cornici merlettate, torri e orologi, oggi sede del Municipio. Nonostante l'aspetto rinascimentale nello stile, questo edificio è stato costruito nel 1905. Realizzato totalmente in mattoni rossi e con i tetti in rame, secondo il progetto dell'architetto danese Martin Nyrop che si ispirò in gran parte agli edifici italiani ma utilizzando gli stili base dell'architettura medievale...

Tra i monumenti più sontuosi ed affascinanti di Copenaghen vi è il Rådhus, un grosso palazzo con tanto di cornici merlettate, torri e orologi, oggi sede del Municipio. Nonostante l’aspetto rinascimentale nello stile, questo edificio è stato costruito nel 1905. Realizzato totalmente in mattoni rossi e con i tetti in rame, secondo il progetto dell’architetto danese Martin Nyrop che si ispirò in gran parte agli edifici italiani ma utilizzando gli stili base dell’architettura medievale danese.

Copenaghen - Radhus Palazzo del Comune
Rådhus

All’interno dell’edificio vi è una grandissima sala che ne occupa quasi la metà del volume. Questo salone rettangolare sito al primo piano, sarebbe il cortile interno del palazzo, con una serie di chiostri ai lati ed il soffitto ricoperto da un soffitto a vetrata. L’ampio spazio offerto da questa sala viene spesso utilizzato per esposizione ed eventi ufficiali.

Copenaghen - Radhus il Municipio
Lo stile innovativo italo-danese

A dominare da un lato il Rådhus vi è un’altissima torre, alta ben 105 metri. Aperta ai visitatori, permette di raggiungere la cima lungo un percorso di ben 298 gradini, da cui è possibile avere la visuale dell’intera città. In cima alla torre vi è un bellissimo orologio, ed un vano per le campane che suonano allo scandire delle ore.

Copenaghen - Radhus la Torre
Torre dell’orologio

Ma vi è un’altro orologio molto importante all’interno dell’edificio, chiamato l’orologio del mondo. Questo orologio custodito in una stanza fu costruito da Jens Olsen nel 1955 impiegando ben 27 anni per la sua realizzazione. Infatti è composto da meccanismi molto complessi in grado di fornire il calendario preciso per i prossimi 570000 anni.

Copenaghen - Radhus - Statua di Absalon
Statuia di Absalon

Proprio sopra l’ingresso principale vi è posta la statua del vescovo Absalon. A questo personaggio, vissuto nel XII secolo d.C, si deve la fondazione della città di Copenaghen. Questo personaggio, un misto tra monaco e guerriero, fu tra i personaggi più famosi del Medioevo e influenzò fortemente la nascita e lo sviluppo della nazione danese.


I Castelli danesi – da Amleto ai reali di Danimarca

La Danimarca è terra di monarchi che si sono susseguiti lasciando ciascuno di loro un castello a ricordo del loro prestigio e ricchezza. Questi castelli, in danese chiamati slot, vanno più intesi come dei palazzi fastosi più che delle vere e proprie fortezze. Spesso sono state residenze reali e quindi al loro interno si conservano moltissime sale riccamente decorate con arredi sfarzosi, dipinti e arazzi, ognuno con lo spirito e lo stile di vita dei tempi, andando dal medioevo, al barocco e...

La Danimarca è terra di monarchi che si sono susseguiti lasciando ciascuno di loro un castello a ricordo del loro prestigio e ricchezza. Questi castelli, in danese chiamati slot, vanno più intesi come dei palazzi fastosi più che delle vere e proprie fortezze. Spesso sono state residenze reali e quindi al loro interno si conservano moltissime sale riccamente decorate con arredi sfarzosi, dipinti e arazzi, ognuno con lo spirito e lo stile di vita dei tempi, andando dal medioevo, al barocco e al rococò. Oggi molti di essi sono aperti al pubblico. Chi visiterà Copenaghen potrà aggiungere alcuni di questi castelli al loro itinerario di visita.

I castelli della danimarca

Rosenborg Slot

Il primo castello da visitare che si trova in pieno centro di Copenaghen è il Castello di Rosenborg, o Rosenborg Slot. Edificato nel 1606 per volere del re Cristiano IV, questo palazzo castello fu progettato dell’architetto Bertel Lange, e poi completato da Hans van Steenwinckel il giovane. I lavori durarono per ben 18 anni. Come moltissimi altri castelli danesi, Rosenborg Slot è in stile rinascimentale olandese, uno stile molto utilizzato in quegli anni in Danimarca, con il tipico utilizzo di mattoni rossi decorati con pietra arenaria, le ampie torri laterali sovrastati da guglie ricoperte insieme al tetto di lastroni di rame.

Copenaghen - Castello di Rosenborg in stile rinascimentale olandese
Rosenborg Slot

Rosenborg Slot è uno dei luoghi più suggestivi di Copenaghen, grazie alla perfetta conservazione dei suoi interni. Le numerose sale e saloni interni riccamente decorati, ricchi di mobilia, arazzi e oggettistica dell’epoca, fanno rivivere il visitatore lo sfarzo e gli splendori della vita reale del XVII secolo. Inoltre nei suoi sotterranei è possibile visitare il Tesoro Reale, cioè la corona e tutti i gioielli dei sovrani di Danimarca.

Copenaghen - Castello di Rosenborg il tesoro reale e la corona danese
Tesoro Reale di Danimarca

Per un secolo questo castello fu designato come residenza reale, e grazie ai suoi bellissimi interni riccamente decorati, fu anche utilizzato come luogo di banchetti e ricevimenti reali. Poi, nel 1720, Federico IV realizzò la costruzione del nuovo castello di Fredensborg, più ampio e sontuoso, e quindi il castello di Rosenborg perse via via sempre più importanza. Oggi il castello è un museo aperto al pubblico.

Amalienborg Slot

Sempre a Copenaghen, situato a nord del centro storico, vi è Amalienborg Slot. Questo castello in stile rococò fu commissionato da Federico V, su progetto di Nicolai Eigtved e terminato nel 1760. Principalmente utilizzato come luogo di ospitalità per le famiglie aristocratiche della corte, divenne residenza della famiglia reale dopo l’incendio del Christiansborg Slot.

Copenaghen - Amalienborg Slot
Amalienborg Slot

Ancora oggi è la residenza ufficiale dei monarchi danesi, di cui però molte sale sono aperte al pubblico. Per tutti i visitatori inoltre vi è il Cambio della Guardia delle Livgarden, le caratteristiche guardie reali con la giubba scura con le cinture bianche a croce, i pantaloni blu ed il colbacco.

Copenaghen - Cambio della guardia delle livgarden
Le livgarden ed il cambio della guardia

Christiansborg Slot

Sempre a Copenaghen vi è il Christiansborg Slot. Questo castello è il più recente di tutti, dato che non ha ancora un secolo; fu infatti edificato nel 1924. In realtà il sito può vantare moltissimi castelli che per varie vicende storiche si sono sostituiti uno sulle rovine dell’altro. Nel XII secolo, qui sorgeva dapprima una fortezza edificata dal vescovo Absalon.

Christiansborg Slot

Poi il re Cristiano IV la fece abbattere per realizzare il suo primo Christiansborg Slot, da cui il nome del castello attuale. Questo fu ampliato e ingrandito da Cristiano VI. Nel 1794 fu distrutto da un incendio, e venne costruito un nuovo palazzo nel 1828. Un’altro incendio nel 1884 distrusse anche questo castello. Oggi il castello di Christiansborg è la sede del Parlamento danese, insieme alla Corte Suprema.

Kronborg Slot – il castello di Amleto

Uscendo da Copenaghen e seguendo la costa baltica in direzione nord, si raggiunge Helsingør, nota soprattutto per il castello di Kronborg. Questo castello è diventato famosissimo in tutto il mondo grazie al racconto di Shakespear. E’ infatti nelle sue mura che si ambienta l’Amleto, ed il castello è proprio il castello di Elsinore.

Helsingør - Il castello di Kronborg
Kronborg Slot

Tra i castelli danesi, questo è il più antico. Fu infatti costruito da Erik di Pomerania nei primi anni del XV secolo. Fu ristrutturato e modificato successivamente da Federico II e da suo figlio Cristiano IV, ma la struttura medievale è rimasta inalterata. Infatti al suo interno non troviamo le ricche decorazioni in oro tipiche del barocco, ma pareti bianche con dipinti appesi, camini in marmo e soffitti ed arredi in legno. Data la sua importanza storica e architettonica, questo castello è stato considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2000.

Helsingør - Il castello di Kronborg 2
Kronborg Slot

Essendo di realizzazione precedente agli altri castelli, questo castello fu originalmente inteso più come fortezza che come palazzo di residenza reale come invece sono strutturati gli altri castelli danesi. La sua posizione è infatti altamente strategica, dato che si affaccia sul mare proprio nel punto in cui il mar baltico separa la Danimarca dalla Svezia di soli 4 Km. E’ infatti il punto più stretto del Mar Baltico in cui tutte le imbarcazioni erano costrette a passare. Il castello è totalmente circondato da alte mura, con un ponte levatoio per l’accesso e circondato per metà da un ampio fossato pieno d’acqua e dall’altra metà dal mare.

Helsingør - Il castello di Kronborg - Amleto di Shakespeare
Kronborg Slot

Fredensborg Slot

Da Helsingør, dirigendosi per pochi chilometri nell’entroterra, si raggiunge un altro castello danese: il Fredensborg Slot. Completamente diverso dal castello di Kronborg, questo è un vero e proprio palazzo residenza. Voluto da Federico IV fu fatto costruire in seguito al trattato di pace con la Svezia, che mise fine alle lunghe Guerre Nordiche. Infatti il nome Fredensborg significa proprio “città della pace”.

Fredensborg - Il palazzo di Fredensborg Slot
Castello di Fredensborg

Immerso nella campagna danese, questo palazzo fu dapprima utilizzato dallo stesso Federico IV come padiglione di caccia. Poi la sua struttura crebbe e si espanse enormemente fino a diventare un complesso di ben 28 edifici separati, con al centro una grossa cupola su cui sotto vi è la Kuppelsalen, la Sala della Cupola. Questa immensa sala è divisa in due livelli con una galleria che le separa, ed è ancora oggi utilizzata dalla famiglia reale per i ricevimenti ufficiali.

Fredensborg - cambio della guardia
Castello di Fredensborg – Cambio della guardia

Oggi questo castello è ancora utilizzato come residenza della famiglia reale, soprattutto nelle particolari occorrenze e quando si ricevono personaggi illustri. In questi periodi, oltre alla visita al castello, vale la pena di aspettare per osservare il cambio della guardia, sempre tenuto dalle Livgarden.

Frederiksborg Slot

Ancora più a nord, nella cittadina di Hillerød, a circa 40 Km a nord di Copenaghen, si erge il magnifico castello di Frederiksborg. Voluto da re Cristiano IV, questo palazzo-castello fu costruito facendo radere al suolo quello precedente costruito dal padre Federico II. Anche questo castello è realizzato interamente in stile rinascimentale olandese.

Copenaghen - Il castello di Frederiksborg
Frederiksborg Slot

Anche qui infatti abbiamo il classico stile con mattone rosso e pietre di arenaria per decorare. Ma la sua peculiarità è che questo grosso complesso di edifici, è stato realizzato su una serie di isole in un lago. I vari palazzi circondati da mura si affacciano direttamente a bordo dell’acqua, comunicanti tra di loro tramite ponti e terrazze che attraversano i canali di acqua che separano le varie isole.

Copenaghen - Frederiksborg slot
Frederiksborg Slot

Oggi questo immenso castello, non più residenza reale, dopo tanti anni di abbandono e dopo i gravi danni dovuti ad un incendio del 1859, è stato totalmente riportato ai suoi antichi splendori. Questo grazie anche a J.C.Jacobsen, direttore della Carlsberg (azienda di birra danese), che ha finanziato il restauro ed la conversione della struttura in un grosso museo aperto al pubblico.

Copenaghen - Castello di Frederiksborg fontana e torretta
Frederiksborg Slot

All’interno vi sono moltissime splendide sale riccamente decorate in pieno stile barocco, di cui ben 80 di esse sono oggi visitabili al pubblico. All’esterno al di là del lago vi sono i giardini del palazzo, studiati per fare da sfondo alla struttura, sono il risultato di un profondo restauro del 1996 che li ha riportati interamente all’aspetto originario del 1720, in pieno stile barocco, con le siepi a cespuglio potate ad arte, in modo da formare complessi disegni simmetrici.


Il quartiere del Prado, la Madrid borbonica

Nel Settecento Madrid, dopo neanche due secoli come capitale, si era sviluppata a dismisura, e quindi era necessario ampliare il centro urbano. I Borboni scelsero come zona di espansione la parte ad est adibita fino ad allora a colture ortofrutticole, nota come El Prado. Oggi questa zona di Madrid, definita borbonica, ospita bellissimi monumenti di interesse artistico, tra cui l'importantissimo Museo del Prado, una delle principali gallerie d'arte più famose al mondo, ed anche il bellissimo...

Nel Settecento Madrid, dopo neanche due secoli come capitale, si era sviluppata a dismisura, e quindi era necessario ampliare il centro urbano. I Borboni scelsero come zona di espansione la parte ad est adibita fino ad allora a colture ortofrutticole, nota come il Prado. Oggi questa zona di Madrid, definita borbonica, ospita bellissimi monumenti di interesse artistico, tra cui l’importantissimo Museo del Prado, una delle principali gallerie d’arte più famose al mondo, ed anche il bellissimo Parque del Retiro, il cuore verde della città.

Madrid borbonica - Parque del Retiro
Parque del Retiro

Nel Settecento, i Borboni, dopo secoli di Asburgo, decisero di dare una loro impronta personale alla capitale della Spagna, Madrid. Quindi decisero di sviluppare un’intero quartiere signorile che potesse essere il nuovo centro storico. Decisero quindi di sfruttare un area verde che circondava un antico monastero, fatto ampliare dagli Asburgo con degli immensi giardini. Il palazzo-monastero del Buen Retiro, fu demolito e parte dei giardini fu destinata a diventare il nuovo Parque del Retiro.

Parque del Retiro

In questo bellissimo parco, aperto al pubblico dal 1869, i cittadini trovano un’oasi di tranquillità, immersi nel verde e adatto per chi vuole trascorrere una giornata all’aria aperta. Da un lato del parco, vi è un piccolo lago su cui si possono noleggiare delle imbarcazioni, e su cui si affaccia il monumento ad Alfonso XII. Costruito nel 1901, la struttura consiste in un ampio colonnato ad emiciclo con al centro la statua di Alfonso XII.

Madrid borbonica - Monumento al re Alfonso XII
Monumento ad Alfonso XII

Uscendo dal parco, ci si ritrova in un’ampia piazza, la Plaza de la Indipendencia al cui centro vi è la Puerta de Alcalà. Questa non è ciò che rimane di un’antica porta della città, ma un arco trionfale realizzato da re Carlo III. Nel 1769 iniziarono i lavori della costruzione, sotto la guida di Francesco Sabatini, e durarono per ben 9 anni. Realizzata in granito è in stile neoclassico, con la particolarità dei suoi 5 archi, tre centrali e due esterni.

Madrid borbonica - Puerta de Alcalà
Puerta de Alcalà

Proseguendo verso ovest si percorre la Calle de Alcalà, e si giunge alla bellissima e famosa Plaza de Cibeles, punto di partenza del Paseo del Prado, il cuore di questa zona della città. Oltre che essere uno dei punti di riferimento di Madrid, la Plaza de Cibeles ospita dei bellissimi edifici monumentali, come il Palacio de Comunicaciones, dove ha sede il comune di Madrid, e chiamato scherzosamente dai madrileni “Nostra Signora delle Comunicazioni” per il suo aspetto sontuoso simile ad una grossa cattedrale.

Madrid borbonica - Plaza de Cibeles
Plaza de Cibeles

Al centro della piazza vi è la Fuente de Cibeles, una bella fontana in cui vi è rappresentata la dea Cibele (da cui il nome alla piazza), seduta su di un carro trainato da due leoni. Questa fontana fu progettata e realizzata nel Settecento da Josè Hermosilla e Ventura Rodriguez.

Madrid borbonica - Chiesa di San Jeronimo el Real
Chiesa di San Jeronimo el Real

Addentrandosi lungo il Paseo del Prado, ci si inoltra nel cuore della zona borbonica di Madrid, tra cui interessante da visitare è la Chiesa di San Jeronimo el Real. Questa chiesa risale ai primi anni del XVI secolo e quindi antecedente alla costruzione del quartiere circostante, apparteneva infatti al complesso del palazzo-monastero asburgico del Buen Retiro.

Madrid borbonica - Chiesa di San Jeronimo el Real facciata
Chiesa di San Jeronimo el Real

L’edificio fu conservato, non solo per la sua importanza artistica, ma anche per i forti legami storici con la casata reale. Infatti questa chiesa fu scelta da Filippo II per la investitura, decidendo così di spostare la capitale a Madrid e di costruire un palazzo dal monastero pre-esistente. Anche recentemente nel 1975, questa chiesa è stata scelta come luogo per celebrare l’investitura di re Juan Carlo I.

Madrid borbonica - Museo del Prado
Museo del Prado

A pochi metri di distanza vi è il Museo del Prado. Questo museo è uno dei più famosi al mondo grazie alla più grande collezione di capolavori di pittura spagnola, con tantissime opere dei pittori Goya e Velasquez (due intere collezioni a loro dedicate). Ma non solo, qui possiamo ammirare opere di de Ribera, Bosch, Beato Angelico, tanto da coprire gran parte dell’espressione pittorica che va dal XII al XIX secolo. Il museo è ospitato in un edificio neoclassico, progettato nel 1785 da Juan de Villanueva, ma realizzato solo nel 1819.

Madrid borbonica - Plaza de la Independencia
Plaza de la Independencia


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