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Travelling in Italy and all around the world by photography. A travel across the Italy discovering art, paintings and wonderful places.

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Amelia – un centro dell’Umbria ricco di storia

In provincia di Terni vi è l’antica città di Amelia. Poco noto rispetto agli altri centri umbri più a carattere medievale, questo piccolo centro non ha nulla da invidiare. Di antichissime origini, Amelia è dotata di mura megalitiche, con numerosi reperti romani e altri monumenti ricchi di storia risalenti al rinascimento. Una meta da visitare...

In provincia di Terni vi è l’antica città di Amelia. Poco noto rispetto agli altri centri umbri più a carattere medievale, questo piccolo centro non ha nulla da invidiare. Di antichissime origini, Amelia è dotata di mura megalitiche, con numerosi reperti romani e altri monumenti ricchi di storia risalenti al rinascimento. Una meta da visitare in un weekend dedicato all’Umbria.

Porta Romana

Giunti nei pressi del centro storico di Amelia, per accedere all’interno è necessario attraversare la Porta Romana. Nonostante il nome e lo stile classico con cui è stata realizzata, la porta risale al XVI secolo. All’interno della porta vi è un bel affresco che ritrae lo stemma della città di Amelia

Amelia - Affresco con stemma della città
Affresco dello stemma di Amelia

La Porta Romana è l’accesso principale alla città di Amelia. La città è circondata da imponenti mura poligonali (IV-III secolo a.C) con alla base alcuni maestosi blocchi megalitici che le compongono.

Mura della città

Subito dopo la porta ci si trova lungo via della Repubblica, quella che una volta era il tratto finale della via Amerina. Infatti in un punto particolare è possibile ancora ammirare il tracciato della strada romana al di sotto del manto stradale (scoperto nel 1996). Questa via, già esistente al IV sec a.C, collegava l’antica città di Ameria (oggi Amelia) con Orte, da qui poi si proseguiva con la Flaminia a Roma.

Amelia - via della Repubblica e antica via Amerina
Via della Repubblica (antica via Amerina)

Salendo lungo via della Repubblica ci si troverà poco dopo in uno slargo in cui è possibile ammirare la chiesa di San Francesco. Questa chiesa risale al 1287, quando Fra Bartolomeo dei Minori Conventuali fece erigere sopra una pieve preesistente, un nuovo edificio dedicato ai Santi Filippo e Giacomo. Solo in seguito, la chiesa verrà dedicata a San Francesco insieme al convento connesso.

Chiesa di San Francesco

La facciata attuale con una forma “a capanna” fu invece realizzata in seguito tra il 1401-1406 da alcuni maestri provenienti dalla vicina Todi. Sul lato sinistro svettava un imponente campanile del 1447 costruito da maestranze lombarde, crollato purtroppo nel 1915. Quello tuttora esistente è stato costruito nel 1932. L’interno della chiesa è stato totalmente stravolto dai rifacimenti in stile barocco risalenti al Settecento. Importanti opere all’interno sono il coro ligneo del 1411 e gli affreschi medievali presenti sulle pareti di un piccolo vano antistante la porta d’ingresso, unico ambiente rimasto intatto dal Trecento, tra cui spicca una significativa Crocifissione di Scuola Giottesca.

Amelia - Affresco del trecento
Crocifissione di Scuola Giottesca

Continuando oltre per via della Repubblica, e salendo verso la parte più alta della città, si raggiunge la suggestiva Piazza Marconi su cui si affaccia il Palazzo Petrignani. L’edificio realizzato in stile rinascimentale e risalente al 1500, fu fatto costruire da Fantino Petrignani il quale conquistò posizione nella Curia Papale sotto la protezione di Papa Gregorio XIII. 

Amelia - Palazzo Petrignani
Palazzo Petrignani

Moltissime le sale interne riccamente decorate con affreschi e decorazioni, tra cui la famosissima sala dello Zodiaco per via degli affreschi dedicati al ciclo dei mesi coi quattro elementi, terra, acqua, aria e fuoco. Al centro dell’affresco vi è una scena in sui viene raffigurato l’episodio del 452 d.C. sulle rive del Mincio in cui Papa Leone Magno ferma l’avanzare di Attila.

Amelia - Sala dello Zodiaco - Palazzo Petrignani
Sala dello Zodiaco – Palazzo Petrignani

Proseguendo oltre, si giunge nel punto più alto di Amelia, il cosiddetto “Sacrum Verticem“, si raggiunge un complesso di monumenti facenti parte della Curia, tra cui la Cattedrale (Duomo di Amelia). Sulle basi di un tempio dedicato al dio Sole, già nel VI sec d.C. sorgeva al suo posto una chiesa dedicata a San Lorenzo. Nel IX sec, l’importanza della chiesa accrebbe tanto che furono trasferiti in essa i corpi dei martiri Santa Firmina e San Olimpiade e le reliquie di Sant’Imerio, leggendario vescovo di Amelia del VI sec. Questo edificio primitivo fu distrutto nel 1220 da un incendio o da un terremoto.

Amelia - Cattedrale
Cattedrale – Duomo di Amelia

La Cattedrale fu quindi ricostruita seguendo i canoni dell’architettura romanica. Con l’occupazione da parte dell’esercito di Federico II nel 1240, tutto il complesso subì gravi danni. Ricostruita ed ampliata nei secoli successivi, subì ulteriori danni nel 1629, anno in cui un incendio distrusse la parte destra della navata centrale. Seguirono così interventi di restauro radicali che mutarono enormemente l’aspetto dell’edificio. Venne costruito quindi un nuovo coro ed un nuovo altare maggiore, sotto il quale collocare le salme di Firmina ed Olimpiade. La facciata infine rimase incompleta fino al 1887.

Amelia - Cattedrale interno
Cattedrale interno

All’interno della Cattedrale sono costudite molte opere importanti in particolare i dipinti di Federico Zuccari (1539-1609) e l’Ultima Cena di Giovan Francesco Perini (ante 1523- post 1574). Sono presenti anche sculture d’eccezione come la Madonna con Bambino di Agostino di Duccio e altre sue opere.

Amelia - Cattedrale facciata

A fianco della Cattedrale sorgono alcuni edifici eretti nel corso dei secoli allo scopo di dimostrare la predominanza della Chiesa sulle istituzioni civiche. Questo spiega la concentrazione di edifici ad uso della curia come il Palazzo Vescovile (XV sec) ed il Seminario Diocesano (1713), un battistero oggi non più presente perché distrutto da Federico II di Svevia (1240), ed infine la Torre Campanaria o Torre Civica. La sua presunta data di costruzione deriva dalla iscrizione “ANO ONI ML” (cioè 1050) presente alla base dell’edificio.

Amelia - Palazzo vescovile
Complesso della Curia

Questa torre si presenta attualmente come il risultato di tre diverse e successive fasi di costruzione. La sezione inferiore è composta da materiali di recupero di età romana e alto-medievale: blocchi di marmo e travertino, frammenti architettonici con motivi decorativi e bassorilievi. La sezione intermedia si contraddistingue invece per la presenza di bifore e trifore databili intorno al XII secolo d.C, poi tamponate in epoca posteriore a scopo difensivo o per consolidamento. Infine la sezione superiore risale al 1541 con un intervento di rifacimento promosso dal Vescovo Torquato Perotti.

Amelia - Torre campanaria
Torre Campanaria o Torre Civica

La sommità, dove sono alloggiate le campane, è stata lasciata scoperta. Mentre all’interno della torre è presente una ripida scala a chiocciola che collega tre diversi piani e termina in una terrazza recintata da riquadri ciechi in mattoncini alternati a grandi finestre ad arco da cui si può ammirare una meravigliosa vista a 360°.


Isole Orcadi

A 10 Km a Nord della costa scozzese, si estende l'arcipelago delle Orcadi. Composto da oltre 70 isole, di cui 16 abitate, questo arcipelago riveste oltre ad un grande valore naturalistico, anche una grande rilevanza storica.

A 10 Km a Nord della costa scozzese, si estende l’arcipelago delle Orcadi. Composto da oltre 70 isole, di cui 16 abitate, questo arcipelago riveste oltre ad un grande valore naturalistico, anche una grande rilevanza storica.

Isole Orcadi

Infatti attualmente sono stati rilevati così tanti siti archeologici da essere la zona a più alta concentrazione dell’intera Gran Bretagna di scavi e ritrovamenti archeologici.

Isole Orcadi - Mainland occidentale

Un altro aspetto peculiare dell’arcipelago delle Orcadi è il clima. Infatti grazie all’influenza della corrente del Golfo, queste isole godono di un clima molto più temperato rispetto alla più meridionale Scozia. Quindi non risulterà strano sapere che l’attività principale degli abitanti delle isole Orcadi è l’agricoltura e non la pesca. Le campagne d’estate si riempiono di biondi campi di grano, paesaggio molto inconsueto a queste latitudini.

Il centro principale delle isole Orcadi, Kirkwall è una città deliziosa con le sue stradine sinuose su cui si affacciano case storiche e piccoli negozietti d’artigianato. Questo porto si trova su di istmo che divide l’isola di Mainland (isola più grande delle Orcadi) in due parti (Mainland occidentale e Mainland orientale).

Isole Orcadi - Kirkwall
Kirkwall

All’interno della cittadina, vi è la cattedrale di St. Magnus, un capolavoro architettonico che vale assolutamente una visita. Costruita nel 1137, in onore di Magnus Erlendsson, conte delle Orcadi, fu ricostruita ed ampliata nei secoli successivi, tanto da vantare stili di carattere normanno, romanico e gotico.

Isole Orcadi - Cattedrale St. Magnus

La cattedrale di base romanica, presenta alcuni elementi di architettura normanna, attribuibili ad abili mastri muratori inglesi. La muratura particolare, presenta infatti due diverse colorazioni: l’arenaria rossa estratta in una cava vicino a Kirkwall e l’arenaria gialla dell’isola di Eday.

Interno della cattedrale di St.Magnus

La chiesa è giunta sino a noi senza subire troppi danni dagli eventi storici. In particolare, la chiesa sfuggì indenne ai grandi danni afflitti alle varie chiese cattoliche durante la riforma protestante del 1560, anche se nel 1614 si ribellò a tale riforma. II Conte di Orkney assediò il castello di Kirkwall distruggendolo, e la cattedrale avrebbe subito lo stesso destino se non fosse stato per l’abile intervento dell’allora arcivescovo di Glasgow, James Law.

Isole Orcadi - Castello di Kirkwall
Castello di Kirkwall

Partendo da Kirkwall, ci si inoltra nel Mainland occidentale. Famosa per i molti siti archeologici, questa parte dell’isola offre a tutti i suoi visitatori moltissimi itinerari nella natura e nella storia. Tra i vari siti archeologici vi è il Maes Howe, risalente al 2750 a.C. Questo sito consiste di una camera sepolcrale costruita con elementi che tengono conto della mappatura astronomica dei solstizi. Purtroppo fu saccheggiata dai vichinghi nel 1150, di cui ne sono rimaste traccia in alcune incisioni runiche.

Isole Orcadi - Maes Howe
Sepolcri neolitici

Molti dei siti archeologici evidenziano elevate conoscenze astronomiche da parte di queste antiche popolazioni neolitche. Tra questi il Ring of Brodgar, un cerchio formato da ben 36 megaliti, ed il villaggio neolitico di Skara Brae.

Isole Orcadi - Skara Brae
Skara Brae

Il Mainland Orientale è invece in gran parte agricolo, con bellissimi campi agricoli, fattorie. Anche qui comunque ci sono alcuni siti interessanti come la Tomba delle Aquile, una necropoli con 340 sepolcri risalente a circa 5000 anni fa.

Ring of Brodgar

La seconda isola delle Orcadi è Hoy. Questo nome, di origine norvegese, significa “isola alta”, ed infatti è un’isola che si presenta sorpraelevata rispetto al mare circondata da alte scogliere e faraglioni. Tra questi, vi è l’Old Man of Hoy, un faraglione che si erge per oltre 130 metri sul mare ed ha la forma di un uomo anziano.

Isole Orcadi - Old Man of Hoy
Old Man of Hoy


L’Aquila dieci anni dopo

Sono passati ben 10 anni dal fatidico terremoto che ha messo in ginocchio L'Aquila: una città ferita che giorno dopo giorno sta riacquistando il suo splendore. Passeggiando tra le sue vie si possono notare i monumenti in ricostruzione ed i locali lungo le strade che cominciano a far tornare in vita la città. ...

Sono passati ben 10 anni dal fatidico terremoto che ha messo in ginocchio L’Aquila: una città ferita che giorno dopo giorno sta riacquistando il suo splendore. Passeggiando tra le sue vie si possono notare i monumenti in ricostruzione ed i locali lungo le strade che cominciano a far tornare in vita la città.

Il Castello Cinquecentesco

Prima di addentrarsi all’interno del centro storico, non si può far altro che ammirare il maestoso Castello Cinquecentesco. Dove oggi sorge questa fortezza vi era un fortilizio, costruito da Filiberto d’Orange, non per difendere la città ma per controllare la cittadinanza da eventuali “ribellioni”. Con il cambio delle politiche dell’allora Regno di Napoli, il fortilizio fu demolito e fu sostituito da uno splendido castello.

L'aquila - Castello cinquecentesco o Fortezza Spagnola
Castello Cinquecentesco

Il Castello Cinquecentesco fu infatti costruito nel piano di potenziamento delle difese del Regno di Napoli da parte del nuovo viceré spagnolo Pedro Alvarez de Toledo. Per la progettazione della nuova fortezza furono richiamati tutti i migliori architetti militari spagnoli dell’epoca, realizzando così una delle opere difensive più tecnologiche ed innovative dell’epoca.

L'aquila - Castello cinquecentesco (Fortezza Spagnola)
Castello Cinquecentesco

I lavori di costruzione iniziarono nel 1532. L’enorme spesa della costruzione fu addebitata interamente alla città di L’Aquila in espiazione della rivolta divampata nel 1528. L’opera di costruzione si protrasse per oltre un ventennio realizzando una fortezza costituita da quattro possenti bastioni a pianta pentagonale, da quattro robuste cortine, da un largo fossato e da un vallo terrapieno all’esterno. Oggi il Castello Cinquecentesco dell’Aquila è considerato uno dei più grandi esempi di costruzioni fortilizie in Italia.

L'aquila - Fontana Luminosa
Fontana luminosa

Passaggio nel centro di L’Aquila

Alle spalle del Castello Cinquecentesco, nel centro della Piazza degli Alpini sorge una moderna fontana, che di notte risplende grazie agli effetti di luce colorati che cambiano cromaticamente nel tempo: la Fontana Luminosa. Questa fontana fu realizzata nel 1934 dallo scultore Nicola D’Antino, insieme alle due fontane gemelle presenti a Piazza del Duomo. Queste opere furono parte di un lungo progetto di valorizzazione della città di L’Aquila che coprì gli anni tra il 1927 ed il 1940.

L'aquila - Corso Vittorio Emanuele

Dalla Fontana Luminosa parte il Corso Vittorio Emanuele, che percorre per tutta la lunghezza il centro storico fino ad arrivare a Piazza del Duomo nella parte opposta. Lungo il corso, moltissimi aquilani passano le giornate passeggiando tra i primi locali che cominciano ad aprire e ad ospitare i primi clienti.

Gli edifici in ricostruzione

Percorrendo il corso per tutta la sua lunghezza, ci si accorge che sono ancora molti i palazzi ed i monumenti in ricostruzione. Molti edifici risultano chiusi, disabitati e transennati, con i cartelli dei lavori in corso, e non sono poche le vie che sono bloccate al transito. In particolare la zona circostante la vecchia università ma non solo.

L'aquila - Università degli studi

Comunque passeggiare nel centro storico ha un qualcosa di magico ma anche di malinconico. La sera la città si fa silenziosa, sono poche le persone che passeggiano tra le vie, ma è una città viva, anche se ferita. Le piazze sono illuminate, così come anche i monumenti, il che rende piacevole percorrere il centro storico.

L'aquila - Statua di Sallustio
Statua di Sallustio

Passeggiando ci si rende conto, che anno dopo anno i monumenti di L’Aquila come i suoi tesori e la sua storia, stanno tornando alla luce, anche se lentamente. Ad un certo punto girando in una via laterale del corso Vittorio Emanuele, ci si trova ad ammirare la Chiesa di San Bernardino.

L'aquila - Chiesa di San Bernardino
Chiesa di San Bernardino

Costruita fra il 1454 ed il 1472, la Chiesa di San Bernardino è un capolavoro dell’arte rinascimentale aquilana, grazie alla sua splendida facciata. Dedicata al santo, la chiesa ne custodisce le reliquie all’interno. A causa del sisma del 2009 sono stati molti i danni che ha subito, ma la basilica grazie ad impegnativi lavori di ristrutturazione e consolidamento, nel 2015 è stata riaperta al pubblico. Oggi questa chiesa è un simbolo della rinascita di L’Aquila come molte altre chiese presenti nel centro storico della città e che costituiscono un tesoro inestimabile per tutti noi.

Una delle moltissime chiese in ristrutturazione

Alla fine del corso Vittorio Emanuele si giunge a Piazza del Duomo. Questa piazza rappresenta il cuore di L’Aquila, e questo cuore ha ricominciato a pulsare. Con i suoi ampi spazi, le due fontane, il Duomo, ed i monumenti e locali che si affacciano su di esso, Piazza del Duomo è da sempre stato il centro sociale e culturale della città, punto d’incontro degli aquilani e sede dei principali eventi cittadini.

L'aquila - Piazza del Duomo
Piazza del Duomo

Sono passati 10 anni da quel sisma maledetto. Sembra moltissimo tempo, ma non sufficiente per far tornare tutto come prima. La città è in evidente ripresa, ma molti dovranno ancora essere gli sforzi necessari per poter ritornare ad una situazione simile a quella precedente al terremoto.

Fontana Vecchia a Capo Piazza (Piazza del Duomo)

Comunque la città di L’Aquila vale una visita, una passeggiata, ed un applauso, perché la sua storia, nel bene o nel male, appartiene a tutti noi. Prima la città tornerà a vivere e prima tornerà in vita una parte di noi.

L'aquila - Fontana Vecchia a Piedi Piazza
Fontana Vecchia a Piedi Piazza (Piazza del Duomo)


Todi – città medievale dell’Umbria

Lungo la valle del Tevere che da Perugia scende verso Roma, si erge sopra di un colle, a 400 m di altezza, l'antica città di Todi. Centro da visitare per chi ama il Medioevo grazie ai suoi monumenti e alle sue chiese.

Lungo la valle del Tevere che da Perugia scende verso Roma, si erge sopra di un colle, a 400 m di altezza, l’antica città di Todi. Centro da visitare per chi ama il Medioevo grazie ai suoi monumenti e alle sue chiese.

Todi nacque e si sviluppò come centro degli antichi Umbri, subì poi fortemente le influenze della cultura etrusca prima e poi di quella romana. I Romani infatti la conquistarono nel lontano 89 a.C. e ne ampliarono l’estensione intorno a quella che oggi è Piazza del Popolo.

Ma Todi raggiunse il suo massimo splendore durante il Medioevo, quando si estese oltre le mura romane per allargarsi sulle pendici circostanti il colle. Il centro fu diviso in quattro diversi rioni e circondato da una nuova cinta di mura. Passò poi sotto il dominio pontificio per arrivare pressoché immutata ai giorni nostri.

Piazza del Popolo, il cuore medievale di Todi

Il centro ed il cuore della tranquilla cittadina umbra è Piazza del Popolo, dove sorgono tre palazzi importanti di epoca medievale, ognuno rappresentante uno dei poteri temporali dell’epoca: il Palazzo del Popolo, Il Palazzo dei Priori ed il Palazzo del Capitano.

Il Palazzo dei Priori è situato sul lato meridionale della piazza, contrapposto al Duomo. La sua costruzione ebbe inizio nel XIII secolo, ma che fu terminata solo un secolo più tardi. Infatti la torre, l’ultima ad essere edificata, fu terminata solo nel 1385. All’interno del palazzo sono presenti alcuni interessanti affreschi.

Todi - Palazzo dei Priori

Il Palazzo del Popolo, o Palazzo del Comune, è uno degli edifici pubblici più antichi d’Italia. Infatti la sua costruzione terminò nel 1213 seguendo uno stile gotico-lombardo. In questo palazzo erano soliti riunirsi le Assemblee cittadine.

Todi - Palazzo del Popolo e Palazzo del Capitano
Palazzo del Capitano (a sinistra), accanto al palazzo del Popolo (a destra)

Il Palazzo del Capitano, detto Palazzo Nuovo, fu edificato insieme al Palazzo dei Priori, ma la sua costruzione richiese meno tempo e fu terminato nel 1293. La facciata del palazzo è in pieno stile gotico con uno scalone trasversale ad arco e le trifore come finestre del primo e del secondo piano. Oggi in questo palazzo ha sede al secondo piano, il Museo Pinacoteca.

Todi - Entrata del Duomo

A terminare la Piazza del Popolo vi è infine il Duomo. Questa chiesa fu costruita nel XII secolo e quindi antecedente a tutte le altre costruzioni, e probabilmente fu edificata sopra un precedente edificio romano. La facciata è molto suggestiva, con uno scalone realizzato molto più recentemente (XVIII secolo). Il portone principale è realizzato in legno scolpito del XVI secolo. Inoltre altro soggetto architettonico di grande rilievo è il Rosone della chiesa, risalente al 1515 e riccamente decorato.

Particolare del portone in legno del Duomo

San Fortunato

Allontanandosi da Piazza del Popolo e raggiungendo una delle cime dei due colli della città, si raggiunge la Chiesa di San Fortunato. L’edificio domina l’altura, da cui scende una scalinata che attraversa un parco. Originalmente realizzata dai francescani, fu poi dedicata al santo patrono della città di Todi, San Fortunato.

La sua costruzione fu realizzata in due diverse fasi. La prima nel 1292 e la seconda nel XV secolo. Nella prima fase sono stati realizzati gli interni della chiesa, suddivisa in tre navate con volte a crociera costolanate. Mentre nella seconda fase è stata realizzata la facciata, la cui parte superiore è rimasta però incompiuta.

Altra importante caratteristica della chiesa di San Fortunato è la Cripta, che custodisce la tomba di Jacopone da Todi. Personaggio storico della città, Jacopone nacque da una famiglia ricca e benestante del XIII secolo, ma scelse di condurre una vita semplice e religiosa. Divenne un mistico e poeta, e più volte sfiorò l’eresia. Morto nel 1306, divenne il simbolo medievale di Todi.


Il Castello Aragonese di Ortona

Nel centro di Ortona, affacciato direttamente sul mar Adriatico si erge il Castello Aragonese. Edificato nel 1452 dal re Alfonso d'Aragona, e sopravvissuto fino a giorni nostri nonostante molte vicissitudini. Recentemente ristrutturato questa fortificazione rimane una delle opere fortificate più imponenti della costa...

Nel centro di Ortona, affacciato direttamente sul mar Adriatico si erge il Castello Aragonese. Edificato nel 1452 dal re Alfonso d’Aragona, e sopravvissuto fino a giorni nostri nonostante molte vicissitudini. Recentemente ristrutturato questa fortificazione rimane una delle opere fortificate più imponenti della costa adriatica.

Facciata Ovest del Castello aragonese

Il Castello Aragonese fu costruito nel 1452 dalla famiglia aragonese sopra una struttura precedente del XIII secolo di epoca angioina, appartenente alla famiglia Caldora. Tale fortezza fu realizzata tramite regio decreto a spese dell’allora provincia Apruzzo Citeriore. A seguito di varie scorrerie dei veneziani nel porto di Ortona, gli aragonesi vollero potenziare le difese costruendo questo castello.

Facciata sud del Castello Aragonese

A titolo storico, sono molti i riferimenti cartografici del XVI e del XVII secolo che riportano il castello aragonese tra le varie fortificazioni presenti sulla costa adriatica. Interessante è anche il riferimento del XV secolo a questa fortificazione ritrovato tra la cartografia ottomana, nel Libro della Marina di Ahmet Muhiddin Piri, ammiraglio dell’Impero Ottomano. Questo a prova dell’importanza strategica del porto di Otranto.

Vista dal Castello

Il castello aragonese si staglia suggestivo sull’azzurro mare Adriatico sopra un’alta rupe. Il Castello fu edificato sulla parte finale dell’antico quartiere ortonese di Terravecchia, abitato dagli armatori e dai pescatori dell’epoca.

Prospetto e pianta attuale del Castello aragonese

In origine il Castello Aragonese di Ortona era munito di cinque poderosi torrioni, di cui oggi ne rimangono solo quattro. Questi torrioni furono collegati da solide mura precedute da un ampio fossato, e progettati con il classico schema aragonese: forma rotonda e altamente scarpati.

Scarpatura delle mura

Un secolo più tardi, nel XVI secolo, gli architetti militari spagnoli modificarono la struttura del castello, eliminando il mastio centrale ed aggiungendo la torre quadrangolare più piccola lungo le mura occidentali.

Passato al Regio Demanio nel 1795, fu in seguito ceduto alla famiglia dei Visci, che vi aggiunsero unità abitative e trasformarono la piazza d’armi in un lussureggiante giardino all’inglese. Qui ebbero ospitalità personaggi storici come Francesco Paolo Michetti, Gabriele d’Annunzio e Francesco Paolo Tosti.

Ceduto infine al Comune di Ortona, il castello, subì gravissimi danni nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a cui si aggiunse il crollo di tutto il lato nord provocato nel 1946 da una frana. Quanto oggi si vede è il risultato di mirati restauri promossi dalla soprintendenza dell’Aquila, durante i quali si è provveduto anche al consolidamento del colle su cui si erge il castello.


Bari – La basilica di San Nicola

La basilica di San Nicola è un simbolo per tutti i baresi. All'interno vengono custodite le reliquie del Santo che furono trasportate a Bari nel 1087 da parte di alcuni mercati baresi che le prelevarono da Mira, una città dell'Asia Minore. La chiesa da allora è sempre stata meta di pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti non solo dalla Puglia ma anche da molti paesi dell'Europa orientale dove questo santo è tutt'oggi molto...

Bari La basilica di San Nicola

La basilica di San Nicola di Bari

La basilica di San Nicola è un simbolo per tutti i baresi. All’interno vengono custodite le reliquie del Santo che furono trasportate a Bari nel 1087 da parte di alcuni mercati baresi che le prelevarono da Mira, una città dell’Asia Minore. La chiesa da allora è sempre stata meta di pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti non solo dalla Puglia ma anche da molti paesi dell’Europa orientale dove questo santo è tutt’oggi molto venerato.

Bari La basilica di San Nicola facciata laterale

Nel 1087 non appena giunsero a Bari le preziosissime reliquie, nacque l’esigenza di costruire una basilica per custodirle. Si iniziarono quindi i lavori che terminarono nel 1103. Ma solo nel 1197 si ebbe la consacrazione ufficiale della chiesa da parte dell’imperatore Enrico VI, in commemorazione del padre Federico Barbarossa che partendo per la Crociata, chiese in questa chiesa la benedizione di San Nicola.

Bari La basilica di San Nicola facciata

La facciata è ripartita da due lesene poggianti su colonne di spoglio. In ciascuna delle tre aree così ottenute si aprono tre portali. Ai lati della facciata vi sono due due torrioni mozzi, di cui quello di sinistra è stato realizzato utilizzando una struttura preesistente.

Nella parte centrale della facciata è presente una decorazione con archi ciechi mentre in quella superiore si hanno cinque bifore su cui domina in alto un rosone.

Bari La basilica di San Nicola portone principale
Portale centrale

Il portale centrale è retto da colonne ottagonali che si poggiano su due tori. Intorno la porta è decorata con un cornicione arricchito da arabeschi e altre decorazioni simboliche.

Bari La basilica di San Nicola entrata laterale
Porta dei Leoni sulla facciata laterale

Sulla facciata laterale vi è la famosa Porta dei Leoni. Questa porta è un’opera di grande ricchezza artistica. L’arco aggettante, l’archivolto e la cornice della porta stessa sono riccamente decorati con simboli e tecniche che manifestano le influenze tipiche dell’epoca a Bari: decorazioni bizantine, longobarde e normanne sono perfettamente integrate in questa opera di grande valore giunta sino a noi oggi.

Bari La basilica di San Nicola particolare dell'entrata laterale

Bari La basilica di San Nicola navata centrale
Tre arconi trasversali sovrastano la navata centrale

L’interno è suddiviso in tre navate da due file di doppie colonne. Le navate sono sormontate e sostenute da tra arconi trasversali. Questi furono aggiunti nel XV secolo a causa di un terremoto ed hanno funzione di sostegno della struttura. In fondo si ha il presbiterio, separato dal resto della chiesa da ulteriori tre archetti. All’interno del presbiterio si è conservata parte della pavimentazione originale.

Bari La basilica di San Nicola soffitto affrescato

Il soffitto originale della chiesa era a capriate lignee, mentre quello attuale è invece totalmente rivestito in legno riccamente decorato in oro con molte aree riempite da dipinti. Il soffitto attuale è stato realizzato nel 1662 da Carlo Rosa, dove nella parte della navata centrale vi sono raffigurate le Storie di San Nicola, mentre nel transetto il Paradiso.

Trono della Cattedra di Elia

A chiudere in fondo la chiesa vi è una nicchia centrale con al centro la Cattedra di Elia. Questo bellissimo sedile è un notevole esempio di arte romanica del XII secolo. Come riportato da una incisione sul retro, questa scultura è legata alla figura dell’abate Elia, arcivescovo di Bari e Canosa. Mentre nel transetto destro vi è l’Altare di San Nicola.

Bari La basilica di San Nicola chiesa di San Gregorio
Chiesa di San Gregorio di fronte alla basilica

Proprio davanti alla basilica di San Nicola, vi è la piccola chiesa di San Gregorio. Realizzata durante il periodo bizantino nel XI secolo, questa chiesa fa parte del complesso ed anch’essa realizzata in stile romanico pugliese.


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