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Travelling in Italy and all around the world by photography. A travel across the Italy discovering art, paintings and wonderful places.

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Portofino: una piccola perla della costa ligure

A pochi chilometri da Genova, vi è il piccolo borgo di pescatori di Portofino. Porticciolo incantevole, con le sue case colorate incastonate intorno ad un piccolo braccio di mare, Portofino merita veramente la fama mondiale di cui gode.

A pochi chilometri da Genova, vi è il piccolo borgo di pescatori di Portofino. Porticciolo incantevole, con le sue case colorate incastonate intorno ad un piccolo braccio di mare, Portofino merita veramente la fama mondiale di cui gode.

portofino

Situato sulla estremità orientale di un promontorio che si protende sul mare per ben 3 chilometri, Portofino è noto a tutti per la sua straordinaria bellezza e fascino. Moltissimi sono i turisti che transitano in questo paese ammirando il suo particolare paesaggio, i suoi colori e l’atmosfera marinara di pescatori ancora forte in questa zona. In particolar modo sono moltissimi i locali e ristoranti tipici in cui molti visitatori si fermano a gustare il pesce fresco locale cucinato nella migliore tradizione gastronomica ligure.

portofino

Le origini di Portofino sembrerebbero risalire in epoche lontane, anche se non si sa bene se sia stato di origine greca o fenicia. Certo è che gli antichi Romani già apprezzavano le bellezze naturali di questi luoghi con il borgo di Portus Delphini, antico nome di Portofino (che ne è la contrazione). Tale nome infatti veniva menzionato nell’opera Itinerarium Maritimum, del III sec. d.C.

portofino

Dopo la caduta dell’Impero Romano, Portofino passo sotto la giurisdizione del Sacro Romano Impero. Dopo questo periodo, a partire dal XV secolo, Portofino fu il centro di molte lotte tra le famiglie nobili locali e la vicina, anzi vicinissima, Repubblica di Genova, per contendersene il possesso. Fu solo dopo il 1554, con il potenziamento del castello di Brown e di altre strutture difensive sul porto da parte della Repubblica di Genova, che Portofino conobbe un periodo di tranquillità e sviluppo.

portofino


Le saline di Trapani e le isole della laguna dello Stagnone

A pochi chilometri da Trapani vi è una zona lagunare che da secoli è stata sfruttata per l'estrazione del sale: la laguna dello Stagnone. Oggi le saline, anche se non più in uso, rappresentano insieme ai mulini una bella testimonianza dei tempi passati, in cui il sale qui estratto raggiungeva i paesi del nord europa, spesso lontani migliaia di chilometri, attraverso la via del...

A pochi chilometri da Trapani vi è una zona lagunare che da secoli è stata sfruttata per l’estrazione del sale: la laguna dello Stagnone. Oggi le saline, anche se non più in uso, rappresentano insieme ai mulini una bella testimonianza dei tempi passati, in cui il sale qui estratto raggiungeva i paesi del nord europa, spesso lontani migliaia di chilometri, attraverso la via del sale.

La laguna dello Stagnone - le saline 2

I tanti mulini sparsi lungo tutte le saline della laguna, donano al paesaggio un fascino particolare. Il loro scopo era quello di sfruttare la forza del vento per azionare le viti di Archimede all’interno in grado di spostare grandi quantità di acqua da un bacino all’altro. Alcuni di essi venivano anche utilizzati per macinare il sale in granelli più piccoli in modo da poter essere meglio trasportato. Molti di questi mulini sono stati restaurati, tra cui uno in particolare a Nubia, è stato scelto per ospitare il Museo delle Saline.

La laguna dello Stagnone - le saline

La laguna dello Stagnone e le sue isole

Tra le diverse saline sparse intorno alla costa trapanese, quella che forse ha conservato un maggior fascino è quella della laguna dello Stagnone. Questa laguna, formata solo in tempi recenti (XV sec d.C. circa), è il risultato “parziale” della mano dell’uomo che ha saputo sfruttare le caratteristiche del luogo per l’estrazione del sale dall’acqua del mare.

La laguna dello Stagnone - mulini

Infatti quando gli antichi fenici colonizzarono l’isola di Mozia, al centro dell’attuale laguna dello Stagnone, questa non esisteva. Poi via via con i secoli, le correnti sottomarine hanno spostato la sabbia dei fondali accumulandola in questa baia. Con l’abbassarsi del livello dei fondali, l’acqua è divenuta sempre più stagnante.

La laguna dello Stagnone - Isola di Marettimo
Isola di Marettimo (Egadi) sullo sfondo della salina.

Ed è qui che è intervenuto l’uomo. Durante la fase di dominazione spagnola, si decise di sfruttare queste caratteristiche per la realizzazione di saline. Furono così create delle piccole barriere per separare piccoli appezzamenti di mare, con diversi livelli di profondità.

Nel caso delle saline, l’intervento umano non è stato distruttivo, ma ha saputo valorizzare l’habitat naturale realizzando una laguna unica al mondo: la Riserva della laguna dello Stagnone di Marsala. L’elevata temperatura delle acque durante tutto l’anno ed il basso livello dei fondali ha creato un’oasi che attrai moltissimi quantità di pesci e di uccelli. Non è raro vedere gruppi di fenicotteri rosa sostare in questi splendidi luoghi.

Le isole Egadi sullo sfondo della Laguna

La laguna è caratterizzata da diverse isole, tra cui l’Isola Grande, Schola, Santa Maria è l’isola di San Pantaleo. Quest’ultima è importantissima non solo dal punto di vista naturalistico ma anche archeologico, ospitando l’antica colonia fenicia di Mozia.

La laguna dello Stagnone - Isola di Favignana e isola Lunga
Isola lunga (nel mezzo) e l’isola di Favignana sullo sfondo

Poco distanti vi sono le Egadi, un gruppo di isole di grandi dimensioni, tra cui la più famosa è l’isola di Favignana, nota per la pesca del tonno e le sue tonnare.


A Kanazawa si respira il Sol Levante tra giardini e residenze di Samurai

Kanazawa è una città con una forte identità culturale. Situata in una posizione favorevole, racchiusa tra il mare e le Alpi, questa città è stata a lungo riparata dai numerosi sconvolgimenti storici che hanno nei secoli sconvolto le altre città del Giappone....

Kanazawa è una città con una forte identità culturale. Situata in una posizione favorevole, racchiusa tra il mare e le Alpi, questa città è stata a lungo riparata dai numerosi sconvolgimenti storici che hanno nei secoli sconvolto le altre città del Giappone.

La tranquillità degli ultimi tre secoli hanno quindi portato pace e prosperità alla popolazione di questa città. Questo portò presto Kanazawa a diventare un punto importante per la cultura e per gli artisti, soprattutto provenienti dalla vicina Kyoto.

Per chiunque abbia la possibilità di visitare la città di Kanazawa rimarrà estasiato dal Giappone “storico” e “tradizionale” che ancora qui pervade imponemente. Atmosfere particolari che si ritrovano nei numerosi street food, nelle numerose manifestazioni in abiti tradizionali, nelle antiche residenze e monumenti sparsi qua e là per tutto il centro storico.

Kanazawa - street food

Il Giardino Kenroku-en

L’attrattiva principale di Kanazawa è il giardino di Kenroku-en. Considerato uno dei tre più belli giardini del Giappone, questo meraviglioso parco fu realizzato a metà del XVII secolo per il volere del clan Maeda, che in quel periodo governava il feudo di Kaga. Solo nel 1874 fu aperto al pubblico.

Kanazawa - Giardino Kenroku-en laghetto centrale

Il nome Kenroku-en significa letteralmente “giardino delle sei qualità“: ampiezza, isolamento, atmosfera antica, ingegnosità, corsi d’acqua e bei panorami. Tutte caratteristiche che effettivamente ritroviamo passeggiando tra i numerosi sentieri sparsi per tutto il parco.

Kanazawa - Giardino Kenroku-en alberi ed acqua

Il giardino è aperto per tutto l’anno, ed una volta all’interno si possono ammirare i numerosi corsi d’acqua, attraversati da comodi sentieri e ponticelli. Numerose le lanterne di pietra, gli alberi e la vegetazione perfettamente curata in ogni più piccolo dettaglio. Al centro del parco vi è poi una sala del té, ed una pagoda entrambe risalenti al XVII secolo.

Kanazawa - Giardino Kenroku-en corsi d'acqua

Il Castello di Kanazawa

Questo castello fu distrutto quasi completamente in un incendio del 1881. Oggi completamente ricostruito è meta di moltissimi turisti. Del periodo originale sono rimasti solo l’armeria ed il cancello sul retro.

Castello di Kanazawa

Nagamachi, il quartiere delle residenze dei Samurai

Un visita speciale merita Nagamachi, il quartiere degli antichi Samurai. Una delle residenze dei samurai che è possibile visitare è quella della famiglia di samurai Nomura. Questa splendida abitazione conserva ancora tutto il suo fascino, con i suoi pavimenti in legno, il soffitto a cassettoni interamente in cipresso giapponese, e le porte scorrevoli realizzate con carta giapponese e vetro montato su telai.

Kanazawa - Nagamari La Casa Nomura
La residenza dei Nomura nel quartiere

Ma ancora più affascinante è il giardino che circonda l’abitazione. Un angolo di paradiso a disposizione dei samurai per il loro periodo di intimità e serenità. Vi è tanto di fontana di bambù con cui si contempla il rumore dell’acqua che scorre, un piccolo laghetto con delle gigantesche carpe e molte sculture sparse nella vegetazione. Il tutto a creare un’atmosfera del tutto particolare.

Interni della residenza Nomura nel distretto Nagamachi

Un consiglio spassionato è quello di sedersi un attimo da soli sulla veranda che si affaccia direttamente sul laghetto e rimanere due o tre minuti in silenzio a contemplare questo angolo di intimità e sacralità tutta orientale.

Veranda sul laghetto e giardino
Katana della famiglia Nomura
Armatura da samurai della famiglia Nomura


La Cattedrale di Bitonto

Bitonto è un'antica città a pochi chilometri da Bari, dalle origini antichissime. Città di riferimento della popolazione dei Peuceti, divenne poi municipio romano. Ma è solo nel periodo medievale l'architettura urbana raggiunge i suoi massimi livelli con la costruzione della Cattedrale di San Valentino, uno dei più grandi capolavori di arte romanica in...

Bitonto è un’antica città a pochi chilometri da Bari, dalle origini antichissime. Città di riferimento della popolazione dei Peuceti, divenne poi municipio romano. Ma è solo nel periodo medievale l’architettura urbana raggiunge i suoi massimi livelli con la costruzione della Cattedrale di San Valentino, uno dei più grandi capolavori di arte romanica in Italia.

Lo stile romanico romanico della Cattedrale

Questo splendido monumento, in stile romanico pugliese, risale al XII secolo, e fu edificata su modello della vicina Basilica di San Nicola di Bari. La Cattedrale fu edificate sul sito di una precedente basilica paleocristiana con mosaici di epoca bizantina, oggi ritrovati e custoditi nel vicino Museo Diocesano.

Facciata della Cattedrale

La facciata della cattedrale si presenta ricca di particolari scultore degni di nota. Suddivisa in tre parti da lesene, la facciata viene alleggerita da bifore gemelle e da un bel rosone centrale. Il portale in basso è arricchito anch’esso da scene scultoree rappresentanti la Rivelazione. A fianco della facciata, vi è la loggia delle Benedizioni, di epoca cinquecentesca, e che fa da ponte tra palazzo De Lerma e la chiesa,

Il fianco destro presenta un bel loggiato ad archi ciechi sormontato da esafore con splendidi capitelli, mentre le absidi all’esterno sono nascoste e la torre campanaria si trova di fianco al transetto sinistro. Questo lato della chiesa si affaccia su una larga piazza al cui centro si trova la Guglia dell’Immacolata. Questa fu edificata come voto a seguito del terremoto devastante del 1731 che, nonostante i danni nella vicina Bari, qui provocò solo danni leggeri.

Il fianco destro della Cattedrale e la guglia dell’Immacolata

Girando ancora intorno alla chiesa si arriva al lato absidale che ingloba ad un estremo il campanile della chiesa. Più volte rimaneggiato, anche in tempi recenti è rimasto comunque consono con lo stile generale. Nella parte bassa sono state realizzate sulla parete una serie di arcate cieche, racchiuse due a due in modo simile a delle bifore. Sopra di esse vi è un grande finestra delimitata ai lati da due colonne con a capo due grifi a guardia. Ancora più in alto vi è un grande arco in stile moresco.

Lato absidale della cattedrale

Sotto l’ultima esafora vi è un portale molto importante dal punto di vista storico, la Porta della Scomunica. Proprio da questa porta papa Gregorio IX scomunico Federico II accusandolo di essere sceso a patti con il sultano Al Kamil durante la crociata del 1227.

Parte sommitale della Porta della Scomunica.

All’interno certamente degno di nota è l’ambone di Nicolaus realizzato nel 1229. Quest’opera è classificata uno dei più grandi capoloavori della scultura romanica. Il bassorilievo presente sulla scala dell’ambone presenta una ricchissima rappresentazione in cui vengono raffigurate quattro diverse persone ed in basso un’aquila, il simbolo della dinastia sveva.

La Cattedrale di Bitonto - interno
Bassorilievo dell’ambone di Nicolaus.


Taormina tra mare, sole e prelibatezze

Taormina è molto probabilmente una delle località turistiche più note della Sicilia. Grazie ai suoi tesori architettonici, alla sua posizione ed al suo clima favorevole è da sempre stata la meta preferita di nobili e banchieri.

Taormina è molto probabilmente una delle località turistiche più note della Sicilia. Grazie ai suoi tesori architettonici, alla sua posizione ed al suo clima favorevole è da sempre stata la meta preferita di nobili e banchieri. Personaggi come Guglielmo II di Germania e i Rothschild l’hanno sempre scelta come zona di villeggiatura, per ritemprarsi dal freddo clima dei loro luoghi di origine, per gustarsi la tranquillità, la luce del sole, il cibo ed il mare di questi luoghi.

Taormina - panoramica
Panoramica di Taormina

Taormina si trova su di un terrazzo naturale alle pendici del Monte Tauro, affacciato direttamente su un tratto di costa ionica. Il clima subtropicale, la ricchezza di acqua e di vegetazione sono i fattori che hanno da sempre spinto le popolazioni a stabilirsi e a vivere in questo luogo favorevole.

Taormina - Mazzarò
Mazzarò

La città infatti è di antichissima origine, molto probabilmente fondata dai Siculi, una popolazione pre-romanica che viveva nella parte orientale dell’isola nel X-VII sec. a.C. I navigatori greci sbarcando sulla parte orientale dell’isola occuparono la città, per poi nei secoli successivi svilupparsi come una città romana.

Taormina - Scorze di arancia candita
Scorze di arance candite

L’impianto urbanistico attuale risale però al periodo medievale. Le strade piccole e scoscese si sviluppano in modo trasversale ramificandosi intorno ad una via principale che attraversa per intero il centro urbano.

Taormina - La vegetazione cresce verde e rigogliosa
La vegetazione cresce verde e rigogliosa

All’estremità occidentale di Taormina, si parte da Porta Catania e attraversando la via centrale, corso Umberto I, si giunge presto alla Piazza del Duomo. Questa piazza rappresenta il nucleo più antico della parte storica della città, al centro della quale si può notare una bellissima fontana barocca. Su di un lato della piazza domina la Cattedrale di San Nicolò.

Cattedrale di San Nicolò e fontana barocca

Proseguendo oltre si giunge in un’altra piazza importante, Piazza IX Aprile, situata perfettamente nel mezzo del centro storico di Taormina. Seconda piazza della città in ordine di importanza, su cui si affacciano importantissimi monumenti tra cui la Chiesa di Sant’Agostino e la Chiesa di San Giuseppe, e la Torre dell’Orologio (ex Porta di Mezzo).

Taormina - Piazza IX Aprile con Torre dell'Orologio (Porta di Mezzo)
Piazza IX Aprile con Torre dell’Orologio (Porta di Mezzo)

Proseguendo ancora, si percorre l’altra metà della città fino ad arrivare all’estremità orientale in cui si trovano, nella parte superiore, il Palazzo Corvaja, e nella parte inferiore, lo splendido e famosissimo Teatro Greco.

Taormina - Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di San Giuseppe

Il Teatro Greco di Taormina

Il monumento più visitato e amato dai turisti stranieri è il Teatro Greco. Simbolo di Taormina, questo teatro è situato in una posizione spettacolare, con il mare, le pendici del vulcano Etna e i giardini di Naxos a fare da sfondo.

Taormina - Teatro greco con l'Etna sullo sfondo

Il Teatro Greco è forse il monumento siciliano più noto nel mondo. Di origine ellenica per le manifestazioni teatrali, poteva ospitare fino a 5000 spettatori. In epoca romana, il teatro fu quasi completamente ricostruito ed adibito ad arena per il combattimento tra gladiatori.

Taormina - Teatro greco colonne
Particolari del teatro greco

Il Teatro, nella sua struttura è ancora ben conservato. L’emiciclo è diviso in nove settori ed è cinto nella parte alta da un doppio portico su colonne. Largo ben 109 metri, rappresenta uno dei teatri storici più grandi della Magna Grecia, secondo solo al teatro di Siracusa. Oggi il teatro viene utilizzato come sito per il Festival di TaorminaArte, che si svolge ogni anno in estate.

Taormina - cedri
Cedri ed altri agrumi a seccare

La Cattedrale di San Nicolò

Nella Piazza del Duomo, il cuore e nucleo dell’antica città di Taormina, vi è la Cattedrale di San Nicolò. Questa chiesa fu edificata nel XIII secolo al posto di una più antica chiesa di origine medievale, anch’essa a sua volta edificata su di un tempio pagano. Sia la facciata esterna che l’interno attuale sono però il frutto di molti rimaneggiamenti effettuati nei secoli successivi.

Taormina - particolare della facciata della cattedrale di San Nicolò

La facciata della chiesa termina con una merlatura originale, mentre al centro si apre un portale in stile barocco del XVII secolo. A completare la facciata vi è un piccolo rosone e due finestre ogivali. Di altri periodi gli altri due portali laterali, uno rinascimentale ed uno in stile gotico realizzati in epoche differenti.


L’isola di Stromboli

L'isola di Stromboli è costituita principalmente dal cono vulcanico che dalla sua sommità di quasi 1000 m scende rapido verso il mare, formando delle coste dirupate, molto amate dai sommozzatori per i loro fondali.

Fin da quando l’uomo ha lasciato le prime testimonianze scritta, il vulcano di Stromboli viene descritto come perennemente attivo. I greci che navigavano esperti questi mari, lo hanno sempre temuto e venerato, considerandolo dimora (insieme all’Etna) del dio Efesto, che all’interno del vulcano forgiava le armi divine per gli altri dei dell’Olimpo.

Isola di Stromboli all’alba

L’isola di Stromboli è costituita principalmente dal cono vulcanico che dalla sua sommità di quasi 1000 m scende rapido verso il mare, formando delle coste dirupate, molto amate dai sommozzatori per i loro fondali.

Isola di Stromboli - San Vincenzo e altre frazioni
San Vincenzo e l’approdo di Scari

Gran parte delle coste dell’isola non è accessibile via terra a causa delle continue colate e flutti provenienti dal vulcano. Uniche parti abitate sono la parte del borgo di San Vincenzo (noto a tutti come Stromboli) nella parte a nord-est e la piccola frazione di Ginostra in un piccolo tratto di costa a sud-est.

Isola di Stromboli - Vista
Veduta sul mare da San Vincenzo con l’isolotto di Strombolicchio

Entrambe le zone sono accessibili solo via mare. La maggior parte delle navi piene di turisti che sbarcano sull’isola approdano a Scari, per accedere al piccolo borgo storico di San Vincenzo, con le vicine frazioni di Piscità e Ficogrande.

Non è possibile accedere via terra alla frazione di Ginostra, situata dall’altra parte dell’isola e che ormai conta solo circa 30 abitanti. Quest’ultima è accessibile invece via mare.

La frazione di Ginostra dall’altra parte dell’isola

Per ammirare le continue e perenni colate laviche in modo sicuro, ci si imbarca a Stromboli su diversi battelli disponibili che portano i turisti al largo della Sciara del Fuoco. Bellissimo lo spettacolo soprattutto di notte, in cui è possibile osservare il rosso bagliore dell’eruzione nel buio.

Oppure per i più avventurosi è possibile percorrere un sentiero che parte da San Vincenzo e risale via via verso la caldera. Questo sentiero è stato realizzato recentemente nel 2004 e richiede attrezzature adeguate e la guida di una persona esperta dell’isola.

Strombolicchio

A circa un chilometro e mezzo dalla costa di fronte a San Vincenzo, vi è l’isola di Strombolicchio. Un isolotto alto una cinquantina di metri, completamente a picco sul mare, sulla cui sommità vi è stato costruito un faro risalente al 1926, ed oggi completamente funzionante ad energia solare. Una leggenda locale lo vuole come il tappo del vulcano Stromboli, lanciato sul mare da una violenta eruzione. In realtà non è altro che un residuo di un complesso vulcanico più antico di quello attuale.


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